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La BCC di Napoli premiata come “Banca Sociale dell’Anno”. Il presidente Manzo: “Scegliere Napoli significa credere nel nostro futuro”

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La Banca di Credito Cooperativo di Napoli conquista il Premio “Ambasciatori del Sole” come Banca Social dell’Anno, un riconoscimento che celebra non soltanto la visione del presidente Amedeo Manzo, ma anche l’unicità di un istituto che è l’unico, in Italia, a portare il nome di Napoli nella propria denominazione sociale. Un dettaglio simbolico, che però racchiude una missione precisa: essere una banca che dialoga con la sua comunità e che non distoglie lo sguardo dal territorio. Nel suo intervento, Manzo ha voluto sottolineare la differenza tra un istituto finanziario tradizionale e una banca che mette davvero al centro le persone. «Le banche solitamente sono poco sociali, poco tra la gente. Noi no: l’unica cosa che sappiamo fare davvero bene è mettere al centro le persone», ha dichiarato aprendo il suo discorso.

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Per il presidente, essere “social” non è uno slogan moderno, ma un modello operativo concreto: sostegno a giovani, famiglie, start-up e, con particolare orgoglio, all’imprenditoria femminile. Nel 2025, infatti, il 36% delle linee di credito della BCC Napoli è stato destinato a imprese guidate da donne , ditte individuali o società con una maggioranza femminile nei soci. Un primato che testimonia una scelta precisa: scommettere sulle energie nuove e spesso meno tutelate del tessuto economico napoletano. Uno dei cardini innovativi dell’azione della Banca è il cosiddetto Rating Umano, concetto spesso attribuito allo stesso Manzo. «Non l’ho inventato io – ha spiegato – ma l’Europa ha costruito modelli di rating quasi esclusivamente quantitativi, basati sui numeri. Questo penalizza territori come il nostro, dove le difficoltà non raccontano il valore reale delle persone». La normativa di Basilea, tuttavia, consente agli istituti di valorizzare la componente qualitativa: informazioni, affidabilità, comportamento etico e sostenibile.

La BCC di Napoli ha quindi introdotto sotto-rating aggiuntivi: legalità, regolarità tributaria, correttezza previdenziale, sostenibilità ambientale. Parametri che, insieme, possono trasformare un giudizio insufficiente in uno sufficiente, aprendo la porta a un credito altrimenti negato. «Questo – ha spiegato Manzo – ci consente di finanziare imprese, famiglie, privati ​​che altrimenti non avrebbero possibilità. Significa offrire futuro, non solo capitale». Nel momento più intenso del suo intervento, il presidente ha invitato il pubblico a riflettere su un aspetto simbolico ma rivelatore: «Siamo in cento qui dentro. Ognuno di voi probabilmente ha un conto in una banca la cui sede legale non è a Napoli. È paradossale: proprio quei territori dove esistono stereotipi offensivi verso i meridionali gestiscono i nostri risparmi». Da qui l’appello alla comunità: «Sosteniamo il vivi napoletano . Sosteniamo tutte le realtà che portano valore alla città. Sostenere Napoli significa scegliere di credere in ciò che siamo e in ciò che possiamo costruire».

Il Premio “Ambasciatori del Sole” alla BCC di Napoli arriva dunque come conferma di un percorso che unisce radici e innovazione, identità e responsabilità sociale. Una visione che restituisce al concetto di banca il suo significato più autentico: un’istituzione che non osserva il territorio da lontano, ma che lo vive, lo ascolta e lo accompagna nella crescita.

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