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Portici 2036: la città torna a pensarsi comunità. Più di 500 persone a Villa Colombaia

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C’è un segnale che più di ogni altro racconta lo stato di salute di una città: la partecipazione. E a Portici, nelle ultime settimane, quel segnale è diventato impossibile da ignorare. Non solo per i numeri, ma per lo spirito che li accompagna. La politica, quando smette di parlare a se stessa e torna ad ascoltare la città reale, può ancora essere uno strumento di costruzione collettiva.

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L’incontro pubblico che si è svolto a Villa La Colombaia, dedicato a una riflessione sul futuro della città, ha rappresentato molto più di un appuntamento pre-elettorale. È stato, piuttosto, un momento di riappropriazione civica: cittadini, professionisti, accademici, amministratori e semplici porticesi riuniti non per applaudire nomi o slogan, ma per discutere idee, visioni e prospettive.

Una sala gremita, con centinaia di persone presenti nonostante le condizioni meteo, racconta una Portici che ha fame di futuro e che chiede, con forza, di essere coinvolta. È il segnale di una comunità che non vuole più subire scelte calate dall’alto, ma pretende di essere parte attiva del proprio destino.

Il confronto, moderato dall’avvocato e giornalista Maurizio Capozzo, ha visto alternarsi voci autorevoli del mondo accademico, sanitario, sociale, imprenditoriale e istituzionale come il prof. Gennaro Biondi, il dr. Enzo Torre, il presidente dell’Ordine Assistenti Sociali della Campania Sissj Pirozzi, l’imprenditore Enzo Minieri, la docente Anna Cuomo, il tenente colonnello vicepresidente dell’Ancupm e l’avvocato ed ex sindaco di Portici Leopoldo Spedaliere. Interventi diversi per formazione e sensibilità, ma uniti da un filo comune: la consapevolezza che Portici possiede un potenziale enorme, ancora in larga parte inespresso.

Tutti hanno contribuito a disegnare una Portici possibile, fondata su competenze, ascolto e visione di lungo periodo.

Un dato politico, tutt’altro che secondario, emerge con chiarezza: per una volta i partiti si sono messi in platea. Un’inversione di metodo che può rappresentare un cambio di passo reale. Prima il programma, poi i nomi. Prima la città, poi le candidature.

Il percorso del cosiddetto Campo largo appare ormai avviato anche a Portici, in linea con quanto sta accadendo in altri comuni chiamati al voto. Presenti molti rappresentanti istituzionali di rilievo a conferma di un percorso politico che punta alla costruzione di una coalizione ampia e coerente. Interessanti anche gli interventi dell’On. Alessandro Caramiello e del neoconsigliere Regionale Ciro Bonajuto.

Ma ridurre tutto a una dinamica elettorale sarebbe un errore, perché Portici è molto più di una scadenza amministrativa. È una città con una storia profonda, che affonda le sue radici nell’epoca borbonica, nella Reggia, nel Miglio d’Oro, in un patrimonio culturale e paesaggistico che non può essere solo celebrato, ma va finalmente valorizzato con politiche moderne e coraggiose.

Il lungomare, spesso evocato e mai davvero restituito pienamente alla città, rappresenta una delle grandi sfide: non solo come spazio fisico, ma come simbolo di una Portici che deve tornare a vivere il mare, la socialità, la bellezza. Così come va rilanciata l’identità di una città che non può essere periferia di nessuno, ma comunità autonoma, consapevole e protagonista.

In questo senso, il clima che si respira oggi è diverso, c’è una città più sveglia, più esigente, meno disposta ad accettare compromessi al ribasso, una città che chiede serietà, visione e rispetto. E che sembra finalmente pronta a costruire, dal basso, una nuova stagione politica e civica. Portici chiede di essere ascoltata, coinvolta, valorizzata. Chiede un futuro all’altezza della sua storia e forse, ha appena iniziato a pretenderlo davvero.

Intanto il rappresentante del Campo Largo di Portici, Fernando Farroni, ha commentato:
“Nonostante la pioggia battente, oggi alla “Colombaia” è successo qualcosa di straordinario. Vedere così tanta partecipazione, così tanto entusiasmo e ascoltare interventi di una qualità così alta mi riempie di orgoglio e di responsabilità.
C’è una Portici pronta a costruire il suo futuro insieme. Ho constatato un concetto di cui ero già certo: c’è una società civile che si apre al governo della città, che vuole passare dal concetto di “amministrare” a quello di DIVENTARE COMUNITÀ.
Portici vuole partecipare e insieme Portici vuole vincere! 💙”

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