La città di Portici si avvicina alle amministrative del 2026 e tra le figure che hanno già annunciato la propria intenzione a scendere in campo c’è Vincenzo Ruffino, consigliere comunale con una lunga esperienza nelle istituzioni cittadine e un forte radicamento elettorale, testimoniato nelle scorse tornate da oltre mille preferenze personali. Con lui abbiamo parlato del suo percorso politico, delle motivazioni che lo spingono a candidarsi e della sua visione per il futuro della città.
Ruffino rappresenta un profilo che unisce esperienza amministrativa e autonomia politica, spesso manifestata attraverso prese di posizione pubbliche anche non allineate.
Consigliere Ruffino, cosa l’ha spinta a scendere in campo per le amministrative del 2026?
«La decisione nasce da un confronto continuo con i cittadini. In questi anni ho ascoltato esigenze, critiche, proposte. Portici è una città con enormi potenzialità, ma ha bisogno di una guida capace di valorizzarle davvero. Ho sentito il dovere di mettere la mia esperienza al servizio di un progetto più ampio.»
Lei è stato spesso descritto come una voce critica all’interno della maggioranza. È così?
«Io non parlerei di critica fine a sé stessa. Ho sempre espresso posizioni basate su ciò che ritenevo giusto per la città. In passato ho manifestato dissenso su alcune scelte amministrative, ed è tutto documentato. Ma il dissenso, quando è costruttivo, è un valore. Significa avere a cuore l’interesse pubblico.»
Il suo percorso politico è lungo e articolato. Quanto pesa questa esperienza nella sua candidatura?
«Pesa nella misura in cui mi ha permesso di conoscere a fondo la macchina amministrativa e le reali esigenze del territorio. Ho ricoperto ruoli importanti, come la presidenza della Commissione Assetto del Territorio, e questo mi ha dato una visione concreta dei problemi urbanistici, della mobilità, del decoro urbano. Ma l’esperienza non basta: serve anche la capacità di innovare.»
Quali saranno i punti cardine del suo programma?
«Tre priorità:
- Rigenerazione urbana, con interventi mirati su mobilità, spazi pubblici e qualità della vita.
- Partecipazione civica, perché le decisioni devono nascere dal dialogo con i cittadini.
- Sviluppo economico e culturale, valorizzando le eccellenze locali e creando nuove opportunità per giovani e imprese.»
Come immagina la campagna elettorale che sta per iniziare?
«Sarà una campagna basata sull’ascolto. Nei prossimi mesi organizzeremo tavoli tematici aperti a tutti. Voglio che il programma sia costruito insieme alla città, non calato dall’alto.»
A livello regionale si parla di “campo largo”. Pensa che questo modello possa essere replicato anche a Portici?
«Il campo largo a livello regionale ha rappresentato un ottimo risultato politico e amministrativo. È un’esperienza positiva, che dimostra come forze diverse possano lavorare insieme su obiettivi comuni. Sono favorevole a un percorso simile anche su Portici, naturalmente nel rispetto delle realtà locali. Nei prossimi mesi vedremo come si completerà questo processo e quali saranno le convergenze possibili.»
Lei ha ricoperto negli anni diversi ruoli istituzionali. Quali risultati rivendica nel suo percorso amministrativo?
«Sono stati tanti i progetti seguiti in commissione e poi realizzati nel tempo. Ho seguito passo dopo passo tutti i lavori della passeggiata a mare e del lungomare. Ricordo che la gara fu avviata ai tempi dell’amministrazione guidata da Nicola Marrone, e io, pur stando all’opposizione con il Partito Democratico, fui votato dalla maggioranza come presidente della Commissione: un fatto raro, che dimostra il riconoscimento del mio lavoro anche da parte degli avversari politici. In quegli anni c’era un grande ascolto del territorio: invitavamo spesso in commissione associazioni e rappresentanti del terzo settore per capire cosa non funzionasse e intervenire. Non era semplice, ma quel metodo ha prodotto risultati concreti per la città.»
Un messaggio ai cittadini di Portici?
«Chiedo fiducia, ma soprattutto partecipazione. Portici può diventare un modello di buona amministrazione, ma solo se lavoriamo insieme. Io ci metto la mia esperienza, la mia determinazione e la mia visione. Il resto lo farà la comunità.»















