Home Attualità Napoli Capitale. Gigi Lista intervistato da VesuvioLive nel nuovo Podcast identitario

Napoli Capitale. Gigi Lista intervistato da VesuvioLive nel nuovo Podcast identitario

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Il direttore di Vesuvio Live Francesco Pipitone ed Emilio Caserta, direttore de L’Identitario, hanno intervistato il fondatore di Autonomia Napolitana nel podcast di Vesuvio Live.

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▪️Gigi Lista è blogger, attivista, imprenditore e presidente di Autonomia Napolitana: come ti definiresti?🔸️«Mi definisco un innamorato della causa, una persona disposta anche a perdere qualcosa per il bene comune».

▪️Partiamo dal drammatico incendio del Teatro Sannazaro: cosa possiamo fare per dare una mano? 🔸️«Serve il cuore di Napoli e di chiunque ami la bellezza. Occorrono raccolte fondi ma anche pari opportunità: quando in altre regioni sono stati danneggiati teatri per eventi analoghi si è aumentato di un euro il prezzo del biglietto in tutta Italia per raccogliere fondi, mentre quando succede al Sud si dà solo la colpa a chi gestisce. Parliamo di un teatro che rappresenta la storia del teatro napoletano, bisogna pretendere che anche le istituzioni facciano la loro parte».

▪️Per quale ragione le istituzioni sono spesso distratte quando si tratta del Sud?🔸️«Esiste da sempre una condizione di subalternità del Sud. La storia d’Italia è segnata da una visione nord-centrica in cui il Mezzogiorno diventa una colonia interna. Lo si vede nelle banche salvate al Nord e lasciate fallire al Sud o nelle infrastrutture: poche collegano tra loro le regioni meridionali o con l’estero, mentre molte servono a spostare merci da nord a sud e manodopera meridionale nella direzione opposta».

▪️Il San Carlo bruciò oltre 200 anni fa e sotto i Borbone fu ricostruito in 8 mesi: quanto ci vorrà oggi per il Sannazaro?🔸️«Sarei già felice se venisse ricostruito: c’è chi aspetta ancora la casa dopo il terremoto in Irpinia. Dopo Casamicciola ho seguito la situazione in prima persona e ho visto dinamiche simili ad altri disastri. I Borbone, con tutti i limiti, perseguivano l’interesse del loro Stato, mentre oggi ho l’impressione che le classi dirigenti lavorino per tutti tranne che per il popolo. È un fenomeno occidentale, ma nel Sud si aggiunge la visione di colonia interna».

▪️America’s Cup: il governo investe con il Comune di Napoli. Come si concilia con la protesta dei cittadini?🔸️«In realtà è l’America’s Cup che ha scelto Napoli per il prestigio che la città può dare all’evento. Il problema è che spesso i grandi eventi non diventano opportunità per i territori. A Bagnoli la gente chiede prima le bonifiche: senza quelle, sarà un’occasione per il territorio o solo per pochi? Non si può criminalizzare chi chiede sicurezza».

▪️Si teme anche un aumento delle polveri sottili, in particolare delle PM 2.5.🔸️«La magistratura si sta già interessando. Il timore è che si faccia solo facciata per incassare i fondi lasciando il quartiere com’è. Anche il bradisismo viene usato per allontanare residenti ma non per fermare le speculazioni. Il caso Bagnoli è emblematico».

▪️Napoli è stata rilanciata dalle istituzioni o dai social?🔸️«Prima dei social Napoli è stata boicottata. Il racconto diretto delle persone ha cambiato la percezione. Il turismo è nato dal popolo, non dalle istituzioni, anche se con il primo mandato De Magistris è iniziata una svolta».

▪️Turistificazione e gentrificazione?🔸️«A San Gregorio Armeno i napoletani sono ancora proprietari delle attività. Situazioni come Venezia o Firenze sono diverse. Il turismo va governato ma non criminalizzato: chi lo ha costruito dal nulla merita rispetto. Il vero problema sono il blocco delle licenze nel centro storico e affitti alle stelle nonostante molti edifici abbandonati».

▪️Rapporto tra iniziativa popolare e investimenti economici?🔸️«Finché esisteranno piccoli e medi imprenditori nella ristorazione e nell’accoglienza sarà difficile per le grandi corporazioni monopolizzare il mercato».▪️Decenni di retorica sulla camorra.🔸️«La camorra nasce dalla mancanza di lavoro e opportunità. C’è anche chi, pur dentro la legalità formale, usa prepotenza e prevaricazione».

▪️Il tuo attivismo sulla Terra dei Fuochi?🔸️«I pentiti hanno raccontato che i rifiuti arrivavano dal Nord Italia e dal Nord Europa attraverso traffici organizzati».

▪️Possiamo definire camorristi anche gli imprenditori coinvolti?🔸️«Dietro la parola legalità si nascondono talvolta criminalità raffinate. La vicenda rifiuti ha radici internazionali».

▪️Come può il Sud uscire da questa condizione?🔸️«Serve tornare al concetto di comunità e alla rappresentanza territoriale. L’autonomia della città metropolitana di Napoli permetterebbe rappresentanti direttamente responsabili verso i cittadini».

▪️Il movimento Autonomia Napolitana?🔸️«Rivendichiamo il diritto della città di decidere del proprio futuro, come avviene in altre realtà europee: partecipazione dal basso e responsabilità comunitaria»

.▪️Il meridionalismo oggi?🔸️«È davanti a un’opportunità storica: unisce revisione economica e storica delle disuguaglianze. Se inciderà politicamente passerà alla maturità».

▪️Perché i grandi eventi restano al Nord?🔸️«Finché le classi dirigenti non risponderanno ai territori sarà così. Non esiste un partito nato al Sud per difendere una visione meridionale: il sistema politico resta orientato verso logiche nordiche e mitteleuropee, lontane dalla cultura mediterranea».

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