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Guerra in Medio Oriente, timori per l’economia: istituzioni e imprese a confronto alla Fabbrica dell’Innovazione

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Quali saranno le conseguenze economiche della nuova escalation in Medio Oriente? E quanto peseranno sulle imprese e sulle famiglie italiane l’aumento dei costi energetici e delle materie prime? Sono state queste alcune delle domande al centro del convegno “Innovazione e impresa per la crescita“, svoltosi a San Giovanni a Teduccio presso la Fabbrica dell’Innovazione, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo bancario, dell’università e dell’impresa.

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Ad aprire i lavori è stato il direttore generale dello Svimez, Luca Bianchi, che ha richiamato l’attenzione sul contesto internazionale sempre più instabile e sulle possibili ricadute economiche. “Siamo davanti a tensioni di carattere globale che possono avere un impatto diretto sul sistema industriale”, ha spiegato, sottolineando come una delle principali preoccupazioni riguardi le famiglie. “L’aumento dei costi dell’energia rischia di incidere in maniera significativa sul potere d’acquisto, con effetti di impoverimento diffuso. In un clima di tensione internazionale, anche le prospettive economiche dei territori diventano più fragili”.

Il confronto si è poi concentrato sul ruolo delle imprese e dell’innovazione nel sostenere lo sviluppo regionale. In questo quadro, il presidente della BCC Napoli, Amedeo Manzo, ha evidenziato la necessità di rafforzare il sostegno alle piccole e medie imprese e alle start-up.

“Spesso si parla molto di start-up, ma non basta la formazione: le idee devono trovare finanziamenti e accompagnamento concreto”, ha affermato Manzo. “Serve coraggio, ma anche competenze e talvolta la capacità di confrontarsi con soggetti esterni per valutare davvero il valore di un progetto e del suo business plan. La nostra banca ha sostenuto centinaia di start-up e, ad oggi, non registriamo situazioni di sofferenza su queste operazioni”.

Il dibattito ha inevitabilmente toccato anche il tema dell’energia, con la benzina già tornata su livelli elevati e scenari futuri incerti. Un fattore che rischia di incidere non solo sulle imprese ma anche sulla vita quotidiana dei cittadini. Sul punto è intervenuto il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che ha sottolineato la necessità di seguire con attenzione l’evoluzione del quadro internazionale. “Dovremo monitorare con grande attenzione ciò che accade a livello globale” – ha dichiarato. “L’aumento dei costi energetici rappresenta già oggi un elemento di forte pressione per le nostre imprese. Per questo la Regione è pronta a fare la sua parte, lavorando per individuare strumenti e percorsi che possano contribuire a calmare questi costi”.
Il convegno ha così messo in evidenza una consapevolezza condivisa: le tensioni geopolitiche rischiano di avere effetti diretti sull’economia reale. In uno scenario incerto, la sfida sarà quella di rafforzare il sistema produttivo locale, sostenere l’innovazione e proteggere famiglie e imprese dall’impatto dei nuovi equilibri internazionali.

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