di Lorenzo Piccolo
Se si inquadra correttamente il cosiddetto risorgimento come invasione anglo-piemontese e tappa di espansione del liberismo inglese verso il Mediterraneo, se ne ricava che la nostra vera storia risulta essere un punto di vista privilegiato per comprendere correttamente le dinamiche del mondo di oggi, ed in particolare del codiddetto occidente, ridotto purtroppo a vasta (e devastata) colonia USA. 1. I 30mila morti nelle presunte rivolte contro il regime in Iran (balla diffusa dall’organizzazione “Iran International”, con sede a Londra…) sono stati in realtà circa 3/4mila, di cui buona parte erano poliziotti iraniani uccisi da mercenari curdi. L’altra parte erano per lo più i suddetti mercenari, assoldati dal regime Netanyahu ed entrati in Iran passando dal confine con la Turchia: notizia diffusa all’epoca dalla Turchia stessa che, se Israele dovesse abbattere l’Iran, sarebbe il loro prossimo obiettivo. Ferdinando II è stato definito dalla vulgata risorgimentale il “Re Bomba” perché avrebbe bombardato i messinesi che si ribellavano al regime dei Borbone. In realtà bombardò postazioni francesi, e soprattutto inglesi, che sobillavano la Sicilia nel tentativo di garantirsi il monopolio delle ricche miniere di zolfo, fondamentali per produrre polvere da sparo. Del resto la stessa spedizione di Sapri, tanto per citare un altro analogo storico, fu un tentativo di destabilizzazione eterodiretto dall’estero ed era composta letteralmente da avanzi di galera: furono respinti in primis da una spontanea sollevazione popolare.2. Le manifestazioni di piazza in Iran riguardavano questioni politiche interne, soprattutto economiche, di cui le sanzioni imposte dagli USA sono responsabili in gran parte. Nessuna rivolta contro il regime, come dimostrato dal fatto che, di fronte alla minaccia Usa di cancellare l’Iran dalla faccia della Terra, milioni di iraniani hanno offerto i loro corpi come estrema difesa della loro terra.Le questioni sociali nelle ex Due Sicilie erano di natura interna (vedasi alla voce distribuzione delle terre) e, in parte, tensioni alimentate direttamente da Londra, soprattutto in Sicilia. Nessuna rivolta contro il “regime”, come dimostrato, ad annessione anglo-piemontese avvenuta, da circa 12 anni di guerra civile spontanea e popolare, contro gli invasori poi spacciata e villipesa come “brigantaggio”.3. Le donne iraniane hanno un tasso di laurea, soprattutto in discipline STEM, molto più alto rispetto alle donne italiane, e vanno tranquillamente in giro vestite alla “occidentale”: se alcuna voglia mettere o meno il velo è una scelta personale, nessuno le impicca per questo.Gli ex duosiciliani vantavano tassi di alfabetizzazione e iscrizioni universitarie ben più alte di quanto millantato dal censimento farlocco improvvisato da Torino mentre ancora infuriava la guerra civile. Anche i tassi di occupazione (finanche industriale e femminile) non avevano nulla da invidiare al nord sedicente progredito. A San Leucio già dalla fine del ‘700 si sperimentava la perfetta parità tra uomo e donna.4. Le ONG “indipendenti” che dipingono l’Iran come il regime della negazione di qualsivoglia elementare diritto civile fanno capo tutte ad USAID: i loro report sono “neutrali” come la “Napoli negazione di Dio” di cui vaneggiava Lord Palmerston, con annessa campagna di discredito internazionale, sia a livello diplomatico che a mezzo stampa inglese.5. Il “cugino iraniano” in cui potete imbattervi sui social, e che si augura il “cambio di regime” per il bene della sua patria è la riedizione del cugino venezuelano, siriano etc. Figuranti virtuali reclutati per la propaganda del momento, vogliono il bene del proprio popolo esattamente come Pimentel Fonseca voleva il bene dei napoletani, mentre venivano bombardatoli dall’esercito invasore francese, gioiendone.6 . In ultima istanza, la “liberazione” del popolo iraniano è l’ennesima guerra per il petrolio e il controllo dello stretto di Hormoutz, esattamente come la “liberazione” dei napolitani fu una guerra per il controllo dello zolfo e del canale di Suez.In entrambi i casi, si volle e e si vuole anche abbattere uno stato che, per civiltà e cultura umanistica, si oppone fieramente alla sottomissione dell’esistenza umana alle leggi del mercato, dogma centrale della subcultura liberista di matrice anglosassone. Nel 2026 gli eredi di coloro il cui stato fu annientato dalle menzogne di Londra non possono che essere solidali, se non affratellati, con i popoli che subiscono dagli USA ciò che i loro cugini inglesi fecero ai napolitani.










