Di Ciro Bossis
A Napoli succede qualcosa che non ha logica: da un lato il Comune impone divieti, limitazioni e burocrazia agli artisti di strada; dall’altro, l’abusivismo dilaga senza controllo, occupando piazze, marciapiedi e interi spazi pubblici come se fossero proprietà privata.Il risultato è una città dove chi porta cultura viene ostacolato, mentre chi occupa abusivamente il suolo pubblico agisce indisturbato.Un paradosso che racconta perfettamente lo stato di abbandono in cui vive Napoli.Gli artisti di strada — musicisti, performer, giovani che provano a vivere del proprio talento — si trovano davanti a due muri:• il muro dell’abusivismo, che pretende di decidere chi può suonare e chi no• il muro del Comune, che invece di valorizzare la cultura impone divieti, permessi complicati, zone rosse e controlli selettiviÈ una contraddizione che nessuna città europea accetterebbe.La musica viene trattata come un problema, mentre il vero problema — l’assenza di governo del territorio — resta intoccato.Ed è qui che la visione di Autonomia Napolitana diventa centrale.Perché l’autonomia significa una cosa semplice: gestire Napoli con criteri napoletani, non con regole calate dall’alto o con un’amministrazione che non riesce a difendere la cultura ma tollera il disordine.Una Napoli autonoma:• tutelerebbe gli artisti di strada come patrimonio culturale• regolerebbe lo spazio pubblico con equità e buon senso• non permetterebbe che l’illegalità faccia da arbitro• non tratterebbe la musica come un fastidio• restituirebbe dignità alle piazze, alle strade, ai cittadiniLa verità è semplice: Napoli non ha paura della musica. Ha paura del vuoto di governo.E finché il Comune continuerà a vietare ciò che dà vita alla città, mentre ignora ciò che la soffoca, il paradosso resterà.Autonomia Napolitana nasce proprio per rompere questo schema:rimettere ordine, difendere la cultura, liberare lo spazio pubblico e restituire Napoli a chi la vive davvero.Napoli è una città che rivendica sé stessa.E la musica deve tornare a essere parte della sua libertà.










