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Diritti, pensioni e invalidità: «Troppi cittadini rinunciano a ciò che gli spetta». L’intervista all’avvocato Gianluigi Falco

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PORTICI – Ogni giorno centinaia di cittadini rinunciano inconsapevolmente a prestazioni economiche, agevolazioni e diritti riconosciuti dalla legge. A ricordarlo è l’avvocato Gianluigi Falco, titolare dello Studio Legale Falco & Falco di Portici, professionista specializzato in diritto civile, previdenziale e di famiglia, da anni impegnato nella tutela di anziani, persone con disabilità, lavoratori e famiglie che si confrontano con le complessità della normativa previdenziale.

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Abbiamo approfondito con lui alcuni dei temi più importanti che riguardano pensioni, invalidità civile e prestazioni INPS, cercando di fare chiarezza su diritti spesso poco conosciuti.

Avvocato Falco, cosa sono i cosiddetti “diritti inespressi” e perché è importante conoscerli?

«Sono tutte quelle prestazioni economiche che l’INPS non riconosce automaticamente, ma che devono essere richieste attraverso una specifica domanda. Molte persone credono di ricevere già tutto ciò che spetta loro, ma non è così. Penso, ad esempio, alla maggiorazione sociale per chi percepisce una pensione di inabilità civile oppure all’assegno di vedovanza. In molti casi, chi possiede determinati requisiti reddituali può ottenere aumenti significativi dell’assegno mensile e persino gli arretrati degli ultimi cinque anni. Si tratta spesso di migliaia di euro che restano inutilizzati semplicemente perché nessuno ha presentato la domanda.»

Molti cittadini con disabilità ignorano di poter risparmiare sul carburante. Come funziona questa agevolazione?

«Esiste un diritto ancora poco conosciuto. Le persone in possesso del contrassegno europeo disabili, il cosiddetto CUDE, presso i distributori che aderiscono all’iniziativa “Self per tutti” possono rifornirsi pagando il prezzo del self service anche quando il rifornimento viene effettuato dall’addetto. È sufficiente esibire il contrassegno, senza compilare moduli o presentare autorizzazioni particolari. Non tutti gli impianti partecipano all’iniziativa, ma dove è prevista consente di ottenere un risparmio concreto nel corso dell’anno.»

Un altro tema che crea molta confusione riguarda l’assegno ordinario di invalidità. Qual è l’errore più frequente?

«Molti pensano che l’assegno ordinario di invalidità sia completamente esente da tassazione, ma non è così. Questa prestazione è soggetta all’IRPEF e, soprattutto, può subire riduzioni se il beneficiario percepisce altri redditi oltre determinate soglie. In alcuni casi la riduzione può arrivare al 25% o addirittura al 50%. È quindi fondamentale verificare attentamente la propria situazione reddituale per evitare spiacevoli sorprese.»

Dal 1° giugno 2026 sono cambiate alcune procedure per gli ultrasettantenni. Cosa devono sapere i cittadini?

«Nei territori interessati dalla riforma della disabilità è stata introdotta una procedura precisa. Non basta più il certificato medico introduttivo: è necessario presentare anche la domanda di invalidità civile. È un passaggio fondamentale perché gli arretrati decorrono dal mese successivo alla presentazione della domanda. Chi non completa correttamente la procedura rischia di non essere convocato per la visita medico-legale e, soprattutto, di perdere somme che gli spetterebbero.»

Qual è il messaggio che sente di rivolgere ai cittadini che affrontano problemi previdenziali?

«Il consiglio è di non fermarsi mai alla prima risposta e di informarsi sempre. Molti diritti esistono, ma non vengono riconosciuti automaticamente. Una consulenza può evitare la perdita di prestazioni economiche importanti e consentire di ottenere ciò che la legge già prevede. Il mio lavoro è proprio quello di accompagnare le persone in questo percorso, trasformando norme spesso complesse in strumenti concreti di tutela.»

La tutela dei diritti previdenziali passa anche dalla conoscenza delle norme e dalla corretta presentazione delle domande. Per l’avvocato Gianluigi Falco il rischio è quello di lasciare indietro proprio le persone più fragili. «Uno Stato moderno – conclude – non può permettersi di automatizzare la sofferenza. La legge deve rimanere, prima di tutto, uno strumento di tutela e di vicinanza verso chi ha più bisogno.»

Contatti

Studio Legale Falco & Falco

Avv. Gianluigi Falco

📍 Portici (NA)

📧 gianluigi@studiolegalefalcoefalco.it

📱 392 198 3706

🌐 www.studiolegalefalcoefalco.it

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