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Rischio Vesuvio, Trecase firma il protocollo. In Regione confronto con l’assessore Zabatta: «Verso una cabina di regia nazionale»

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Prosegue il percorso della Fondazione Convivenza Vesuvio per promuovere un modello alternativo di gestione del rischio vulcanico. Nella stessa giornata sono arrivati due segnali ritenuti particolarmente significativi dai promotori dell’iniziativa: la sottoscrizione del protocollo d’intesa da parte del Comune di Trecase, quattordicesimo Comune della zona rossa ad aderire al progetto, e il successivo incontro in Regione Campania con l’assessore alla Protezione Civile Fiorella Zabatta, durante il quale sono stati illustrati gli aspetti tecnici della proposta. A commentare il risultato è il presidente della Fondazione Convivenza Vesuvio, Vincenzo Coronato, che parla di un consenso istituzionale in costante crescita.

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«Accogliamo con grande soddisfazione questo nuovo importante risultato, che conferma come il percorso intrapreso dalla Fondazione stia raccogliendo sempre più condivisione tra le istituzioni. L’obiettivo resta quello di costruire un modello concreto e alternativo rispetto all’attuale Piano nazionale di emergenza, evitando il trasferimento forzato di centinaia di migliaia di cittadini vesuviani verso le regioni del Nord Italia in caso di eruzione». Secondo Coronato, la proposta della Fondazione punta invece a un ricollocamento programmato nelle aree interne della Campania e delle regioni limitrofe, con l’obiettivo di garantire la sicurezza della popolazione senza compromettere il tessuto sociale, economico e identitario dei territori vesuviani.

Particolare rilievo assume anche il confronto avvenuto in Regione Campania con l’assessore Fiorella Zabatta, al quale hanno preso parte la delegazione della Fondazione e i rappresentanti istituzionali coinvolti nel progetto. L’incontro segue il dialogo già avviato con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile e, secondo quanto riferito dai promotori, ha fatto emergere la disponibilità della Regione a sostenere un percorso condiviso, valutando anche la costituzione di una cabina di regia nazionale dedicata al tema. Presente anche Pierluigi Aliperta, neoassessore del Comune di Terzigno con delega alla Protezione Civile, da tempo impegnato sul progetto. «La convivenza con il Vesuvio – aggiunge Coronato – non può essere fondata sulla paura o sullo spopolamento del territorio. Serve una pianificazione moderna, scientifica e condivisa, capace di proteggere la popolazione senza cancellare l’identità, la storia e il futuro delle comunità vesuviane. I risultati raggiunti finora dimostrano che questa visione è sempre più condivisa».

Sulla doppia tappa della giornata è intervenuto anche il deputato Alessandro Caramiello, presidente dell’Intergruppo parlamentare Sviluppo Sud, che ha definito l’adesione di Trecase e il confronto con la Regione «un passo in avanti fondamentale» per il progetto. «Il protocollo sottoscritto dal Comune di Trecase recepisce i contenuti della proposta di legge che ho depositato e che mira ad evitare il trasferimento forzato dei cittadini vesuviani verso il Nord Italia. La nostra proposta prevede invece un piano di ricollocamento attraverso il drenaggio programmato nelle aree interne della Campania e delle regioni limitrofe, motivo per cui il protocollo è stato già condiviso da 14 Comuni della zona rossa e da numerosi enti delle aree fragili».

Caramiello ha poi evidenziato l’importanza dell’incontro con l’assessore regionale Zabatta, sottolineando il sostegno manifestato verso il progetto e l’ipotesi di una futura cabina di regia nazionale. «Si tratta di un traguardo importante – conclude il parlamentare – perché la convivenza consapevole con il Vesuvio non si costruisce con la paura o con la dispersione delle nostre comunità, ma attraverso una pianificazione intelligente che sappia coniugare la tutela della vita umana con il rilancio sociale ed economico della Campania interna».

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