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Falda di acqua profonda del Monte Echia. Un problema storico che non vogliono risolvere ma sempre più difficile da contenere

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Paolo Pantani, Centro Studi Regione Mezzogiorno Mediterraneo Eu-Med
Il problema storico della viabilità è della sicurezza stradale a Via Acton, è irrisolvibile se non si affronta il tema della falda di acqua profonda del Monte Echia. Non tratta di mera e storica”toponomastica”, il Beverello, pur sempre da rivendicare, si tratta di viabilità, asfalto, sanpietrini, tram del mare e treni turchi, addirittura. Sono cose che sappiamo benissimo, conosciamo e che diciamo da trentacinque anni, ormai. La cosa viene vista ancora come problema e non come risorsa.
Tali acque sono state ripetutamente soggette analisi Chimico-Fisiche, sono acque “ferrigne”, termo-minerali subtermali.
Batteriologicamente Pure Ci sono “altri sbocchi”, la falda è sempre la stessa e si dirama, per semplicità sono questi gli sbocchi, così identificati, sorgenti del Monte Echia: Acque minerali naturali “ferrigne”, si diramano è si chiamano, storicamente cosi: acqua ferrigna di Pizzofalcone, acqua sulfurea di Santa Lucia, anche detta acqua sulfurea antica,
l’acqua del Fontaniello, l’acqua acidula di Santa Lucia, l’acqua sulfurea nuova e l’acqua del Bivarello, o Biberellum, nome antico, come la chiamava Diodato Colonnesi, giornalista e scrittore, grande esperto e conoscitore e collezionista delle “riggiole”, non siamo riusciti ancora a farne un museo.

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Bibliografia :”Le acque di Santa Lucia a Mare” Diodato Colonnesi, edito da Luciano Editore Comune di Napoli Acque minerali del Biberellum o dei Cavalli di Bronzo Riccardo Caniparoli Geologo

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