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Folla per ‘Autonomia Napolitana’ che debutta nel centro storico di Napoli: incontro pubblico tra Gigi Lista e Luigi De Magistris

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Giovedì 15 gennaio 2026, nel centro storico di Napoli, si è tenuto un incontro che segna un passaggio politico rilevante per il dibattito cittadino e meridionale. Nella Chiesetta della Stella Maris, in Piazzetta del Grande Archivio, è andato in scena il primo appuntamento pubblico ufficiale di “Autonomia Napolitana”, progetto promosso da Gigi Lista e sostenuto dalla presenza dell’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

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L’evento, , molto partecipato (chiesa gremita) e denso di contenuti, presentato e moderato dal direttore di VesuvioLive Francesco Pipitone non è stato una semplice presentazione formale ma un momento di confronto politico strutturato, con l’obiettivo dichiarato di ricostruire un’area culturale e sociale che negli ultimi anni si è frammentata, lasciando spazio – secondo gli organizzatori – a logiche di convenienza e accordi di potere privi di visione. Il movimento si propone come realtà territoriale radicata e come alternativa “antisistema” rispetto all’attuale assetto istituzionale, rivendicando maggiore rappresentanza e dignità per Napoli e per il Mezzogiorno.

De Magistris, intervenuto per ascoltare e contribuire al confronto, ha sottolineato il valore dell’iniziativa in questa fase ancora distante dalle elezioni, definendola utile soprattutto per chi intende costruire politica dal basso. «Questo è utile per chi parte dal basso, parte con il popolo, per il popolo e insieme al popolo», ha dichiarato, mettendo al centro il tema dell’autonomia come elemento fondamentale per lo sviluppo della città. L’ex sindaco ha richiamato anche la propria esperienza istituzionale: «Da quando ero ragazzo mi considero un autonomo, sono stato un sindaco autonomo e possiamo crescere molto in autonomia».

Nel suo intervento, De Magistris ha evidenziato una contraddizione che, a suo avviso, Napoli vive in modo sempre più evidente: da una parte un rilancio di immagine e attenzione nazionale e internazionale registrato negli ultimi anni, dall’altra una crisi che riguarda la rappresentazione istituzionale e la capacità politica di dare risposte ai cittadini. «C’è una contraddizione perché da una parte c’è stato negli anni un rilancio enorme di Napoli, dall’altro come viene oggi rappresentata anche dall’istituzione Napoli, c’è una crisi», ha spiegato, indicando nella forza popolare, nell’autonomia e nella capacità critica della città gli elementi da cui ripartire per costruire una nuova sintesi e una rinnovata coesione.

Gigi Lista, presidente di Autonomia Napolitana, ha impostato l’incontro su una linea netta: riportare al centro i contenuti politici, in una fase storica che – ha denunciato – ha svuotato il confronto di idee e progetti. Secondo Lista, la politica ha perso la capacità di discutere di visioni e ideali, sostituiti da accordi e “inciuci” che allontanano le persone dalla partecipazione. «I temi politici sono i veri orfani della realtà del confronto. Non si parla più di temi politici in termini di ideali, di idee, di progetti. Siamo arrivati agli inciuci», ha affermato. Nel merito, Lista ha chiarito che il concetto di autonomia presentato dal movimento riguarda Napoli e l’area metropolitana, con l’obiettivo di costruire un percorso capace di incidere direttamente sulle principali leve strategiche dello sviluppo: gestione della sanità, infrastrutture, capacità amministrativa e pianificazione economica, fino al ruolo dei porti e degli aeroporti. «Essere padroni del nostro destino», ha detto, sintetizzando l’idea di una città e di un territorio che intendono riprendere sovranità decisionale.

Tra i temi centrali affrontati durante la serata anche quello della cosiddetta “Malaunita”, termine utilizzato per descrivere una forma di squilibrio strutturale tra Nord e Sud e una condizione che viene letta come “colonialismo interno” ai danni del Mezzogiorno. Lista ha collegato questo concetto sia agli aspetti economici della sperequazione di risorse e investimenti, sia a un piano storico-culturale più profondo, richiamando la necessità di una riscoperta identitaria meridionale. Nel suo intervento ha parlato di un percorso politico che punti a unire due tradizioni: una più economica, legata ai dati e alle disparità di fondi, e una più storica, basata sulla rilettura della storia meridionale come storia di vinti. «Nessuno è venuto a salvarci… ci salveremo da soli», ha dichiarato. L’incontro di ieri rappresenta dunque un segnale politico concreto: la nascita di un movimento che tenta di costruire una proposta autonoma prima delle scadenze elettorali, puntando su radicamento territoriale, identità e contenuti. Il valore dell’iniziativa sta anche nel tentativo di riportare la partecipazione in uno spazio fisico e simbolico del centro storico, lontano dai palcoscenici tradizionali, con un format improntato al confronto e non alla semplice comunicazione. Autonomia Napolitana, con questo primo appuntamento ufficiale, ha lanciato il proprio messaggio: aprire una fase nuova in cui Napoli non sia soltanto oggetto di narrazioni esterne, ma soggetto politico capace di discutere e decidere del proprio futuro.

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