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Terremoto a Torre Annunziata: il caso Monaco spacca il M5S nel silenzio dei vertici territoriali

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Di Giovanni esposito

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TORRE ANNUNZIATA – Il quadro politico-amministrativo di Torre Annunziata è ormai un cumulo di macerie, stretto tra lo spettro di un nuovo scioglimento e la pesante inchiesta sulla “rimborsopoli” che ha travolto due consiglieri comunali del Partito Democratico. Eppure, a suscitare il massimo sgomento in queste ore di estrema tensione è anche il paradosso tutto interno al Movimento 5 Stelle, protagonista di un cortocircuito politico che lascia la base militante e i cittadini elettori del M5S nello sconforto e nell’incredulità.Il durissimo botta e risposta tra il senatore Orfeo Mazzella e il consigliere comunale Salvatore Monaco ha certificato una frattura profonda, dove a stupire non è tanto lo scontro in sé, quanto l’assoluto e imbarazzante silenzio dei vertici territoriali del Movimento. In qualsiasi altro partito, di fronte a un simile scenario, la reazione degli organi territoriali competenti sarebbe stata immediata, con una rapida e netta presa di distanza. A Torre Annunziata, invece, accade l’opposto: il consigliere Monaco sembra spadroneggiare sul territorio, muovendosi con un peso specifico che appare paradossalmente superiore a quello di un senatore della Repubblica, in un contesto di silenzio che pone più di un interrogativo.Il nodo politico della vicenda è centrale e inquietante. Monaco, eletto nelle liste del M5S per fare opposizione, si è progressivamente trasformato in una “stampella” della maggioranza guidata dal sindaco dimissionario Corrado Cuccurullo. Dopo aver garantito, nei mesi scorsi, il numero legale in aula e votato il bilancio — che non sarebbe stato approvato altrimenti —, il consigliere ha persino firmato un documento manoscritto di piena solidarietà al primo cittadino, proprio all’indomani delle pesantissime denunce del Procuratore Nunzio Fragliasso su un’illegalità strutturale in seno all’amministrazione. Monaco sta così avallando un disegno politico dal quale persino il Partito Democratico nazionale, regionale e provinciale ha preso drasticamente e pubblicamente le distanze nel giro di 48 ore, scaricando Cuccurullo e condannando senza mezzi termini le zone d’ombra emerse.Davanti a questa deriva, il senatore Mazzella ha bussato a tutte le porte possibili per chiedere una netta presa di posizione del Movimento sulla vicenda, denunciando a più riprese, anche attraverso i social, questo paradosso in salsa grillina. Nonostante ciò, risulterebbe che dal coordinamento regionale e provinciale del Movimento non sia arrivata una sola riga di commento, come a dire “sulla vicenda non c’è nulla da commentare, Monaco ha fatto bene ad appoggiare Cuccurullo”. Questo vuoto di parola sta alimentando la protesta della base grillina: gli attivisti del Gruppo Territoriale, che avevano scritto un programma elettorale basato sulla legalità e sul contrasto alle coalizioni fluide, si vedono oggi rappresentati in Consiglio da posizioni diametralmente opposte. Mentre i vertici del PD voltano le spalle all’Amministrazione — verosimilmente consapevoli di un quadro giudiziario che stava per travolgere due dei loro consiglieri e dunque pronti a correre ai ripari —, il coordinamento territoriale del M5S resta a guardare senza emettere un solo comunicato ufficiale di condanna contro chi, pur parlando a nome del Movimento, blinda il sindaco uscente. Resta il fatto che il M5S, formalmente all’opposizione, non aveva alcun motivo per restare in una posizione ambigua: e proprio questa ambiguità è il tema politico vero. Ogni vagito o sussulto che verrà emesso nei prossimi giorni sarà vano quanto tardivo. Lo scollamento tra gli organi territoriali del Movimento, il Senatore, la base militante e i cittadini elettori del M5S rischia di diventare una ferita insanabile, proprio nel comune in cui i riflettori nazionali sono puntati per il rischio di infiltrazioni camorristiche e dove la difesa della legalità non avrebbe dovuto tollerare alcuna ambiguità.

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