Cala il sipario. Udinese/Napoli 1-0

di Cosimo Benigni
Un altro campionato è andato.È stato un campionato amaro, con partite ad orari ed in giorni che poco hanno a che fare con il calcio, quel calcio ancora schiavo di una classe arbitrale e dirigenziale allo sbando, con regolamenti VAR poco chiari e l’ennesima inchiesta giudiziaria che coinvolge le classi dirigenti di AIA e di alcune squadre del Campionato.Gli ormai stematici fallimenti della nazionale italiana sono la prova evidente che in Italia il sistema calcio è al tracollo.Aggiungete a questo, il fatto che le Istituzioni preposte alla gestione dell’ordine pubblico, scelgono di vietare sistematicamente la gioia ai tifosi di andare in trasferta, togliendo a dei liberi cittadini la possibilità di poter seguire un evento sportivo.L’auspicio è che nel prossimo anno questa tendenza al divieto possa almeno essere applicata con cognizione di causa e non con metodo discriminatorio come avvenuto durante l’ultimo anno, perché anche quando ci sono episodi di violenza tra frange di tifosi avversarie, non è giusto punire un’intera tifoseria per colpa di pochi o molti facinorosi.Agli organi preposti viene chiesto di gestire e non semplicemente di vietare. Vedremo se il prossimo anno, noi tifosi avremo la possibilità di seguire la nostra squadra liberamente in giro per lo stivale.Il Napoli batte l’Udinese uno a zero e chiude il Campionato con un merito ed onorato secondo posto.La gara di ieri aveva poco da dire e può riassumersi in maniera molto semplice: se ad Hojlund viene data una palla buona, in profondità, l’attaccante danese fa gol.A servire l’attaccante ex United ci ha pensato un altro ex proveniente dalla città degli Oasis e dei Joy-Division, ma da quell’altra sponda, quella City. Ovviamente parlo di Kevin De Bruyne, che ieri con quel filtrante non solo ha messo Hojlund in porta ma ci ha regalato la proiezione di ciò che potremo vedere il prossimo anno, con il centrocampista belga a pieno servizio.A fine partita lo stadio ha salutato la squadra e offerto ad Antonio Conte il giusto tributo.Ma diamocelo chiaro, Napoli è una piazza che sa amarti con la mente, con il cuore e con l’anima. Parafrasando un vecchio coro delle due Curve.Ed allo stesso tempo, una minoranza rumorsa di questa piazza sa dimenticare con una con una facilità disarmante.(Diego se potesse, confermerebbe senza dire niente, solo con un ghigno, solo con i suoi occhi).Antonio Conte l’ha detto chiaro ieri, nella conferenza stampa congiunta tra lui e De Laurentiis, che qui a Napoli, il principale nemico è Napoli stessa, almeno una parte di questa, quella che antepone i propri, singolari e miserabili interessi al bene di questa maglia.E quindi La Napoli che non si vende, quella Napoli che non ha interesse alcuno se non quello del bene di questi colori, rende omaggio, merito e ringrazia Antonio Conte.Che da queste parti sarà sempre il benvenuto e sempre rispettato.Perché il Conte che abbiamo conosciuto a Napoli, non è il Conte sabaudo che ci siamo sempre raccontati.Antonio Conte non ha mai rinnegato il suo passato, ma prima di tutto è stato un grande professionista e da noi sarà ricordato come un grande uomo del Sud, che fiero ci ha condotto alla vittoria di un Campionato ed una Supercoppa.Il resto lo lasciamo a chi ama rovistare nella monnezza.Ora la patata bollente di scegliere l’allenatore che dovrà farsi carico dell’ingombrante eredità di Antonio Conte, passa ad Aurelio De Laurentiis.Un De Laurentiis che ieri nella conferenza stampa a tratti surreale, ha ricordato che i limiti comunicativi del Presidente sono ancora tutti lì, e che forse è arrivato davvero il momento di pensare ad un successore, ora che il caro ADL ha compiuto settantasette anni da qualche giorno.Tra lui e Conte il rapporto di stima personale sembra restare buono ma chiaramente a influire sulla scelta di andare via dell’allenatore salentino è stata anche la divergenza di vedute sul futuro, oltre al rapporto ormai logorato tra il mister, la stampa e, chi sa forse anche qualche altro elemento all’interno della società o della squadra.Adesso però è arrivato il momento di guardare avanti.Come tutti sappiamo passeranno gli allenatori, i calciatori, i presidenti. Chi resterà saremo noi, al solito posto a colorare le nostre strade e i gradoni del Maradona che chiude le sue porte per qualche mese e quando le riaprirà l’unica cosa certa è che noi saremo ancora là.Forza Napoli Sempre.











