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Caso Cuomo, il Viminale riapre il nodo della nomina: i dubbi erano stati sollevati già a gennaio

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Il caso Enzo Cuomo torna al centro della politica campana. La nomina dell’ex sindaco di Portici ad assessore della Regione Campania nella Giunta Fico finisce nuovamente sotto i riflettori dopo la risposta del Ministero dell’Interno all’interrogazione parlamentare presentata a gennaio dal senatore Sergio Rastrelli. La questione, però, non nasce oggi. Già tra la fine di dicembre e i primi giorni di gennaio erano stati sollevati dubbi sulla compatibilità e, soprattutto, sull’eleggibilità di Enzo Cuomo, nominato assessore regionale il 31 dicembre 2025, lo stesso giorno in cui aveva presentato le dimissioni da sindaco di Portici.

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Enzo Cuomo assessore regionale: il nodo dei 20 giorni

Uno dei punti centrali riguarda l’articolo 53 del Testo unico degli enti locali (TUEL), secondo il quale le dimissioni di un sindaco diventano efficaci e irrevocabili trascorsi venti giorni dalla loro presentazione. La questione era emersa già nei primissimi giorni di gennaio, quando la Prefettura di Napoli, sulla base di una nota del Viminale, aveva richiamato proprio la disciplina prevista dal TUEL. Al momento della nomina ad assessore regionale, quindi, Cuomo risultava ancora formalmente sindaco di Portici.

Approfondisci la questione dei venti giorni e la posizione della Prefettura su Fanpage

Ineleggibilità e incompatibilità: i dubbi sollevati già a gennaio

Ma il caso non riguarda esclusivamente la contemporaneità delle due cariche. L’articolo 50 dello Statuto della Regione Campania stabilisce che gli assessori scelti al di fuori del Consiglio regionale debbano possedere i requisiti di eleggibilità e compatibilità previsti per i consiglieri regionali. Proprio questo ulteriore profilo era stato evidenziato già a gennaio da Carmela Rescigno, che aveva contestato la nomina richiamando anche la normativa regionale. Il punto diventava quindi più ampio: non soltanto stabilire quando cessasse l’incompatibilità derivante dalla carica di sindaco, ma verificare se Cuomo possedesse al momento della nomina i requisiti necessari per diventare assessore regionale.

L’interrogazione di Sergio Rastrelli al Viminale

Il caso arrivò successivamente in Parlamento. Il 28 gennaio 2026 il senatore Sergio Rastrelli presentò un’interrogazione al Ministro dell’Interno, portando formalmente la questione della nomina di Enzo Cuomo all’attenzione del Governo.
Consulta l’interrogazione parlamentare sul sito ufficiale del Senato della Repubblica

A distanza di mesi è arrivata la risposta del Viminale.

La risposta del Viminale sul caso Enzo Cuomo

Secondo quanto riportato il 18 agosto dalle testate che hanno pubblicato il contenuto della risposta ministeriale, alla data del 31 dicembre 2025 Cuomo risultava ancora titolare della carica di sindaco di Portici, non essendo ancora trascorsi i venti giorni previsti dalla legge. Da questa circostanza deriva la valutazione del Ministero secondo cui, in quel momento, non sussistevano i requisiti richiesti per la nomina ad assessore regionale. Una posizione che attribuisce oggi un peso istituzionale diverso ai dubbi che erano stati avanzati già all’inizio dell’anno.

Leggi la ricostruzione pubblicata da Il Roma sulla risposta del Viminale

Nessuna decadenza automatica: ora tocca al Consiglio regionale

Un aspetto deve però essere chiarito: la posizione espressa dal Viminale non determina automaticamente la decadenza di Enzo Cuomo dall’incarico di assessore. La valutazione e eventuali determinazioni sulla posizione dell’assessore competono agli organi regionali previsti dallo Statuto. Dopo la risposta ministeriale, Rastrelli ha annunciato iniziative nei confronti della Presidenza del Consiglio regionale affinché venga affrontata la questione.

Cuomo, dal canto suo, aveva già difeso a gennaio la correttezza della procedura seguita, sostenendo di essersi dimesso da sindaco prima della nomina e di aver rinunciato alla possibilità di ritirare le dimissioni.

Leggi la posizione espressa da Enzo Cuomo a gennaio

Un caso aperto da mesi

Il dato politico resta significativo: la questione sulla nomina di Enzo Cuomo era stata sollevata già nei primi giorni della nuova legislatura regionale. Quelle che allora apparivano come contestazioni prevalentemente politiche sono arrivate fino al Ministero dell’Interno attraverso un’interrogazione parlamentare. La risposta del Viminale non rappresenta da sola una pronuncia di decadenza, ma riporta inevitabilmente il caso al centro del confronto istituzionale. Adesso la questione torna alla Regione Campania: saranno gli organi competenti a stabilire quali conseguenze potranno derivare dalla posizione evidenziata dal Ministero dell’Interno.

Intanto rilanciamo il Comunicato stampa di Massimiliano Manfredi
CAMPANIA: M.MANFREDI, DUBBI SU TITOLARITA’ CONSIGLIO NEL VALUTARE POSIZIONE CUOMO
Presidente Manfredi: “Mi sono prontamente attivato presso il Capo di Gabinetto della Presidenza e la Segreteria della Giunta regionale per le verifiche e gli approfondimenti di eventuale competenza”

Napoli, 18 agosto 2026 – “Con riferimento alla risposta del Sottosegretario al Ministero dell’Interno all’interrogazione del senatore Rastrelli, cui è seguita una formale diffida ad attivare il conseguente procedimento di decadenza in ordine alla situazione di ineleggibilità, in cui sarebbe incorso all’atto della nomina l’assessore regionale Vincenzo Cuomo, preciso che il Consiglio regionale, al momento dell’insediamento e della convalida degli eletti, ha proceduto, previa delibazione della Giunta per le elezioni, alla verifica delle condizioni di eleggibilità e compatibilità dei 51 consiglieri regionali, compreso il presidente della Giunta e del Consiglio regionale, rispetto ai quali erano agli atti le dichiarazioni e la relativa documentazione autocertificata”.
È quanto afferma il Presidente del Consiglio Regionale della Campania, Massimiliano Manfredi.
“In seguito – aggiunge Manfredi – ha ottemperato alla stessa procedura per i consiglieri subentranti a seguito di dimissioni o di sospensione da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri sulla base della Legge Severino. Allo stesso tempo, la Giunta per le elezioni non ha potuto esaminare la posizione degli assessori, in quanto esterni al Consesso, sulla scorta del principio generale per cui, in prima battuta, la sussistenza del diritto di elettorato passivo viene verificata dall’Organo stesso di cui fanno parte gli eletti. In virtù di ciò, la Giunta per le elezioni non è in possesso delle documentazioni autocertificate dagli assessori, né tantomeno il Consiglio nel suo plenum procede alla convalida degli stessi. Pertanto, il Consiglio non è stato formalmente investito di alcuna verifica, in concreto, circa la posizione dell’assessore Cuomo, né ha ricevuto la documentazione in merito per poter valutare la sussistenza delle condizioni per assumere legittimamente la carica”.
“D’altro canto – prosegue il Presidente del Consiglio Regionale della Campania – la disposizione statutaria citata dal Ministero (art. 26 comma 4 lettera d), secondo cui sussiste una competenza a deliberare su profili di ineleggibilità e incompatibilità anche degli assessori, è da intendersi piuttosto come il retaggio del precedente sistema, anteriore alla riforma istituzionale dell’ordinamento regionale e alla modifica del titolo V della Costituzione, nella quale effettivamente gli assessori venivano scelti in via esclusiva tra i consiglieri regionali. È bene ricordare che le successive riforme hanno reso incompatibile il cumulo delle cariche di consigliere con quella di assessore, cosa che prima era consentita. Poteva quindi verificarsi il caso in cui un membro dell’Assemblea, pur avendo i requisiti per partecipare all’Assemblea stessa, non avesse quelli idonei a ricoprire l’incarico di assessore”.
“Tuttavia – conclude Manfredi – nell’ambito delle mie competenze e preso atto dell’iniziativa assunta dal senatore Rastrelli, in coerenza con il lavoro svolto in questi mesi dalla Presidenza, che non è stato mai contraddistinto da pratiche o atteggiamenti omissivi o dilatori, nel rispetto del ruolo e del consenso largo e unanime che l’ha eletta, mi sono immediatamente attivato presso il Capo di Gabinetto della Presidenza e la Segreteria della Giunta regionale, nel pieno ossequio delle rispettive prerogative istituzionali, per le verifiche e gli approfondimenti di eventuale competenza”.

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