NAPOLI, 18 agosto 2026 – «Definire una norma vigente un “retaggio del passato” è inaccettabile sul piano istituzionale. Le norme si applicano finché sono in vigore: non possono essere superate sulla base di interpretazioni di comodo proprio quando diventano scomode».
Lo dichiara Carmela Rescigno, ex consigliera regionale della Campania, ed ex presidente della commissione Antimafia intervenendo dopo le dichiarazioni del presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi sulla posizione dell’assessore Vincenzo Cuomo e dopo la risposta del Ministero dell’Interno all’interrogazione parlamentare del senatore Sergio Rastrelli.
«Lo Statuto della Regione Campania, all’articolo 26, attribuisce espressamente al Consiglio competenze sui casi di ineleggibilità, incompatibilità e conflitto di interessi anche dei componenti della Giunta. Se il presidente Manfredi ritiene che questa disposizione appartenga a un sistema ormai superato, resta un fatto elementare: quella disposizione è ancora nello Statuto e va rispettata finché non viene modificata.
Ancora più preoccupante – prosegue Rescigno – è sostenere che il Consiglio non abbia effettuato verifiche perché non disponeva della documentazione degli assessori esterni. Questo non risolve il problema, ma pone un interrogativo ancora più grave: chi avrebbe dovuto verificare preventivamente la sussistenza dei requisiti necessari alla nomina di Cuomo e quali controlli sono stati effettivamente compiuti?
Sono mesi che denuncio pubblicamente questa situazione. Già all’inizio di gennaio avevo sollevato non soltanto il problema dell’incompatibilità, ma quello ancora precedente dell’eleggibilità al momento della nomina. Oggi la risposta del Ministero dell’Interno rende ancora più urgente fare piena chiarezza.
Manfredi non cerchi scorciatoie istituzionali: applichi lo Statuto, convochi immediatamente l’Aula e attivi tutte le procedure di competenza per accertare definitivamente la posizione dell’assessore Cuomo, alla luce dei rilievi formulati dal Ministero dell’Interno.
Non è più il momento dei rinvii né del rimpallo delle responsabilità tra Consiglio e Giunta. Qui è in gioco la credibilità delle istituzioni regionali e il rispetto delle regole».
Rescigno conclude annunciando un’ulteriore iniziativa qualora la situazione dovesse restare senza seguito:
«Se il presidente Manfredi e il Consiglio regionale dovessero rimanere inerti anche davanti a quanto emerso, chiederò che venga valutata nelle sedi competenti l’applicazione dell’articolo 126, primo comma, della Costituzione, che contempla lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta nei casi previsti dalla stessa disposizione, tra cui le gravi violazioni di legge.
La Campania non può permettersi un’incertezza istituzionale permanente. Le norme non sono “retaggi”: sono regole. E le regole valgono per tutti».















