NAPOLI – Gli emendamenti sono arrivati sul tavolo del Governo. Le risposte definitive, invece, sono ancora attese. È questo il dato politico che resta dopo la giornata del 31 agosto, quando la questione Campi Flegrei è tornata al centro del confronto istituzionale con l’arrivo a Napoli del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e, contemporaneamente, con la protesta di cittadini e sfollati davanti alla Prefettura.
Al vertice hanno partecipato, tra gli altri, il prefetto Michele di Bari, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il sindaco di Napoli e della Città Metropolitana Gaetano Manfredi, i sindaci di Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida e il commissario per l’emergenza Fulvio Maria Soccodato. Al ministro è stato consegnato il pacchetto di proposte di modifica al decreto Campi Flegrei, elaborato nelle settimane precedenti attraverso il confronto tra istituzioni locali e rappresentanze del territorio.
Fuori dal Palazzo di Governo, intanto, cittadini dell’area flegrea e numerosi sfollati hanno manifestato chiedendo interventi immediati. Secondo i dati riportati dall’ANSA, dopo il sisma del 31 luglio gli sfollati a Pozzuoli sono arrivati a circa quattromila.
Ed è proprio sulla distanza tra l’urgenza vissuta quotidianamente dalle famiglie e i tempi della risposta istituzionale che si concentrano gli interventi di Max Grillo, rappresentante di Figli del Sud – Popolo Sovrano, e di Gigi Lista, presidente del movimento Autonomia Napolitana e per i movimenti autonomi di Pozzuoli.
Per i due esponenti meridionalisti, il vertice avrebbe dovuto rappresentare un momento decisivo dopo settimane di incontri, riunioni e confronto tra amministrazioni, Regione, Prefettura e cittadinanza attiva. La critica politica avanzata è netta: il territorio, sostengono Grillo e Lista, si aspettava che il lavoro preparatorio producesse indicazioni immediatamente traducibili in provvedimenti concreti e tempi certi.
Il pacchetto di emendamenti è stato invece acquisito dal Governo nell’ambito dell’iter di conversione del decreto. Piantedosi ha aperto anche alla possibilità di una futura legge speciale per affrontare in maniera strutturale la situazione dei Campi Flegrei, dichiarando che la specificità dell’area potrebbe richiedere uno strumento permanente e non esclusivamente interventi emergenziali.
Un’apertura importante sul piano politico, ma che non ha cancellato la delusione di una parte dei manifestanti. Anche la rete “Pozzuoli Esiste Ancora”, dopo l’incontro, ha espresso pubblicamente insoddisfazione, chiedendo risorse, risposte immediate e la garanzia che le proposte provenienti dalla città vengano trasmesse integralmente nelle sedi parlamentari competenti.
IL CASO MANFREDI E LE CRITICHE DEI MOVIMENTI
Negli interventi di Grillo e Lista entra anche il ruolo del sindaco metropolitano Gaetano Manfredi. I due movimenti contestano quella che considerano una presenza istituzionale tardiva rispetto alle precedenti fasi del confronto sull’emergenza flegrea.
Al vertice del 31 agosto la presenza di Manfredi è invece documentata.
Grillo e Lista hanno inoltre sollevato una questione politica sulla presenza e sulle priorità di altre rappresentanze intervenute nel confronto, riferendo dell’attenzione dedicata anche al tema della sicurezza dei costoni nell’area occidentale di Napoli, tra Posillipo e Bagnoli, e collegando tale interesse ai grandi interventi programmati in vista dell’America’s Cup.
Si tratta, su questo specifico punto, di considerazioni e contestazioni avanzate dai due esponenti, non di elementi sufficienti per sostenere che le problematiche dell’America’s Cup abbiano sottratto spazio o risorse alle richieste di Pozzuoli.
La domanda politica posta dai movimenti è tuttavia precisa: in una fase nella quale migliaia di cittadini attendono di sapere quando potranno rientrare nelle proprie abitazioni, quali risorse saranno realmente disponibili e con quali procedure sarà possibile mettere in sicurezza gli edifici, l’attenzione istituzionale deve restare prioritariamente concentrata sull’emergenza sociale e abitativa dei Campi Flegrei.
GLI EMENDAMENTI ADESSO DEVONO DIVENTARE ATTI
Tra le modifiche sottoposte al Governo figurano misure finalizzate ad accelerare il rientro nelle abitazioni, semplificare le procedure amministrative, sostenere le attività economiche colpite e introdurre un contributo forfettario fino a 30mila euro per determinati danni lievi, così da favorire interventi rapidi sugli immobili.
Ora, però, comincia la fase decisiva: quelle proposte dovranno superare l’iter istituzionale e trovare concreta traduzione normativa.
Ed è esattamente su questo punto che si concentra la denuncia politica di Figli del Sud e Autonomia Napolitana: Pozzuoli, secondo Grillo e Lista, non può essere costretta ad attendere indefinitamente il passaggio da un tavolo all’altro mentre famiglie, lavoratori e commercianti continuano a vivere le conseguenze dell’emergenza.
Il vertice del 31 agosto, dunque, non chiude la partita. La apre.
Il Governo ha ricevuto gli emendamenti. Piantedosi ha prospettato una legge speciale. Le istituzioni locali chiedono strumenti più incisivi. Ma davanti alla Prefettura i cittadini hanno ricordato a tutti che, al di là dei percorsi amministrativi e parlamentari, esiste un’urgenza che non segue i tempi della politica.
Quella delle persone che vogliono tornare nelle proprie case e sapere quale futuro attende Pozzuoli e l’intera area dei Campi Flegrei.













