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Villarreal-Napoli 3-1. Il Napoli affonda.

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Rubrica sportiva a cura di Cosimo Benigni
Il Napoli affonda sotto i colpi del sottomarino giallo ed insieme alla squadra in campo affondano tutte le cose buone e le nuove prospettive di cui abbiamo parlato non appena due giorni fa, dopo la gara di campionato contro il Frosinone.
Rispetto alla partita giocata sabato, la sola cosa uguale è stata il colore delle maglie degli avversari.
Chiaramente di tutt’altra categoria il Villarreal rispetto al Frosinone, ma in questo momento il Villarreal è di tutt’altra categoria anche rispetto Napoli. E la partita di ieri ci ha sbattuto in faccia questa pesante verità.
Dopo i sorteggi del girone di Champions ad Agosto, molti ottimisti avevano già bollato la sfida contro il Villarreal come una gara facile, contro un avversario più che abbordabile. Ieri nel secondo tempo gli spagnoli hanno iniziato a palleggiare in faccia agli Azzurri che giravano a vuoto non reggendosi più sulle gambe.
Il Napoli, col gol di Rrahmani ha avuto la possibilità di mettere la gara in discesa, magari se fosse entrato il pallone con cui Hojlund ha colpito l’incrocio dei pali, la partita sarebbe stata diversa ma recriminare questo dinanzi alla prova pietosa degli Azzurri sarebbe patetico. La squadra sembra non avere riferimenti ne equilibrio, ieri in più occasioni i ragazzi di Allegri sono stati esposti alle ripartenze degli spagnoli, agevolati dalle praterie che si aprivano davanti alla difesa azzurra abbandonata a se stessa, anche perché i centrocampisti non sono riusciti ad arginare mai il palleggio degli avversari.
Il Villarreal ha passeggiato su quello che resta del Napoli ed al Napoli, o meglio a chi il Napoli lo guida non resta che guardarare in faccia alla realtà.
Perché non è questione di allenatore, anche se Allegri dovrebbe rassegnarsi al fatto che oggi, nel calcio moderno le grandi squadre si costruiscono dall’attacco e non più sulla solidità difensiva, che da queste parti comunque manca.
Potremmo parlare delle due partite in tre giorni giocate da De Bruyne, potremmo parlare della scelta masochista di insistere ancora con Lucca, potremmo parlare della decisione di tenere Lobotka in panchina, addirittura potemmo prendercela con Politano per quell’errore da terza categoria.
Ma la realtà è che quella spinta propulsiva, figlia della visione e della gestione di Aurelio De Laurentiis con cui il Napoli ha compiuto un percorso virtuoso e vincente, si è esaurita, è tutto finito. La parabola ha toccato il suo apice con lo Scudetto vinto da Luciano Spalletti. C’è stato anche il biennio vincente di Antonio Conte, ma quelle vittorie sono arrivate perché Antonio da Lecce è riuscito a farsi dare la completa gestione delle risorse messe a disposizione dalla società, che per assecondare l’allenatore salentino ha comunque fatto uno sforzo economico non indifferente, non a caso il primo obiettivo di questa stagione è quello di risanare i conti.
Il futuro è incerto, e si deciderà fuori dal rettangolo verde, ADL  deve prendere una decisione e capire che il Napoli è diventato un giocattolo troppo grande anche per lui.
Forza Napoli Sempre.

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