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Napoli-Roma 3-3. Napoli è della gente

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Rubrica sportiva a cura di cosimo Benigni

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Partiamo da un presupposto, un messaggio chiaro che sale dalle strade di questa città e rimbomba tra le mura umide di quello che una volta fu il San Paolo ed oggi è il Diego Armando Maradona.
“Napoli è della gente”, e così sarà per sempre.
Con buona pace degli organi pubblici di sicurezza ma soprattutto con buona pace di Aurelio De Laurentiis.
Caro Presidente, anche ad ottant’anni non è mai troppo tardi per imparare certe cose, Napoli è, e resterà della gente, nonostante i suoi capricci, tanto infantili da arrivare al punto di vietare alla Curva B di esporre la coreografia (autofinanziata) che recitava questo concetto così semplice. “Napoli è delle gente”. Appunto.
Scendiamo ora dagli spalti e passiamo al campo.
Quella che si presenta al Maradona è una Roma in salute, i giallorossi sembrano fino ad ora l’unica squadra che potrebbe tenere il passo dell’Inter, il campionato ci dirà se queste sensazioni saranno poi confermate.
Il primo tempo degli Azzurri è a mani basse il migliore di quest’anno, l’intuizione di Max Allegri di spostare De Bruyne in cabina di regia sta dando i suoi vantaggi, dato che il belga con le sue caratteristiche riesce a dare fluidità al gioco velocizzando la manovra del Napoli in fase di uscita e verticalizzando verso gli esterni.
Il ritorno tra i titolari di McTominay e Anguissa è sicuramente una buona notizia ed infatti il tabellino lo conferma, Scott è al quarto gol in due partite e Frank ha messo a segno una rete che da queste parti ricorderemo per molto tempo.
Il Napoli riesce a portarsi in vantaggio di due reti a zero e sfiora il terzo gol in un paio di occasioni, clamorosa è quella di Politano che avrebbe di fatto chiuso il match.
Ma come ci raccontiamo da inizio campionato, questa è una rosa che ha molte lacune, le più evidenti sono l’età avanzata di alcuni uomini chiave e lo storico infortuni di alcuni elementi.
Infatti ad abbandonare il campo per infortunio sarà Badiashile che fino a quel punto insieme a Rafa Marin aveva comunque retto l’urto dell’attacco giallorosso, specialmente nella prima frazione di gara dove i centrali azzurri hanno praticamente lasciato a Malen e soci solo le briciole.
Intorno al settantesimo però il Napoli tira il fiato, Politano e De Bruyne erano in evidente affanno e forse i cambi sono risultati tardivi.
La Roma approfitta della stanchezza degli Azzurri, alza il baricentro e pareggia la partita. I Partenopei però riesconona ritrovare la forza per riportarsi in vantaggio, ancora con Scott Mc Tominay.
Ma ad un minuto dal novantesimo Beukema che era subentrato al posto di Badiashile, compie quello che forse è il gesto più patetico che si può fare su un campo di calcio. Simula di aver ricevuto una gomitata da Castro, quando l’attaccante argentino l’ha a malapena sfiorato. Non ci casca nessuno, ne l’arbitro ne tantomeno il VAR.
A Napoli di sceneggiate ce ne intendiamo, proprio per questo sarebbe opportuno lasciare che queste cose avvengano in teatro e non su un campo da calcio dove c’è bisogno di sputare sangue.
Mentre resta a terra, l’olandese perde la marcatura, si rialza e prova in modo goffo a recuperare l’uomo perso in precedenza, niente di fatto la Roma pareggia e chiude la partita sul 3-3.
Allegri viene espulso per le proteste e lascia la panchina sbraitando.
Il Napoli visto stasera è forse il migliore di quest’anno tenendo conto anche del livello dell’avversario.
La sensazione che ci accompagna alla fine della partita è quella di aver gettato due punti al vento, la classifica parla chiaro ed i punti sono pochi, questa sarà una stagione dove il Napoli sarà destinato a rincorrere, bisogna riempire di fiato i polmoni e vedere dove arriveremo alla fine di questo campionato.
Tenendo sempre a mente che, anche se il Napoli è ufficialmente in vendita rimarrà comunque sempre della sue gente.

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