A firma di Cosimo Benigni – Rubrica Sportiva
Ossigeno, è quello con cui il Napoli riempie i polmoni dopo la vittoria arrivata ieri contro il Bologna, striminzita, o meglio di corto-muso (come piace al nostro allenatore).
Finalmente è fresca l’aria che avvolge Fuorigrotta in un pomeriggio settembrino che fa da cornice alla sfida che vede gli azzurri portare a casa tre punti fondamentali.
I primi 45 minuti hanno lasciato poco spazio a qualunque velleità di vittoria. Una squadra desolatamente piatta, non diversa da quella vista nelle ultime prestazioni.
Arriviamo a sfiorare sporadicamente il gol prima con De Bruyne, che quei palloni là dovrebbe piazzarli almeno nello specchio della porta. Poi è la volta di Højlund, che sfiora il gol con un tocco sporco di nuca, ma la palla finisce di poco a lato.
Il Napoli del primo tempo ha fatto molta fatica a trovare sbocchi e combinazioni sugli esterni, Politano è la copia sbiadita di se stesso, Vergara largo a sinistra sembra essere molto limitato rispetto all’apporto che riesce a dare partendo da zone più centrali. Antonio Vergara vede calcio nella maniera in cui solo i fuoriclasse riescono ed è giusto che sia messo nelle condizioni di poter essere nel vivo del gioco, aiutando una manovra offensiva che ha più di qualche lacuna.
Il Bologna è una squadra sicuramente involuta rispetto a quella allenata da Italiano nelle ultime stagioni, che ci ha quasi sempre messo in difficoltà; nel primo tempo, oltre al gol annullato per fuorigioco, i felsinei sono praticamente inesistenti.
Il secondo tempo si apre subito con due novità nell’undici partenopeo: Lang al posto di Vergara e Favasuli prende il posto di Politano.
Il Napoli riparte con due esterni puri per provare a dare ampiezza alla manovra e costringere le maglie rossoblù ad aprirsi.
Lang entra bene, sulla catena di sinistra costruisce qualche combinazione interessante con Spinazzola, ma la vera svolta alla gara l’ha data Favasuli.
L’esterno calabrese dà subito spettacolo, saltando con un tunnel l’avversario e mettendo una palla pericolosa al centro.
È già tutt’altra musica rispetto al primo tempo. Infatti il gol nasce proprio da destra.
Ancora Favasuli che mette al centro un pallone basso sul quale si avventa Lobotka, che mette a segno un gol pesante come poche volte gli era capitato nella sua avventura azzurra. Interessante è questa nuova variante tattica che vede Lobotka inserirsi senza palla, come già capitato anche con il Como quando però il gol dello slovacco fu annullato per fuorigioco di Lucca.
Il Napoli dietro risulta essere sicuro e compatto. Da sottolineare un’altra prestazione convincente di Rafa Marin: la speranza è che questa solidità possa diventare sempre più una certezza, come è una certezza Højlund. Il danese, anche quando non segna, esce dal campo stremato, risultando come sempre essere uno dei calciatori azzurri che corre di più.
Il finale della gara ha il volto teso di Allegri che schiuma rabbia quando Lucca, subentrato ad Højlund, spreca l’ennesima ripartenza.
Era obbligatorio portare i tre punti a casa, per provare a spazzare via un po’ di nuvole che iniziavano ad addensarsi sotto al cielo azzurro di Napoli.
Il Napoli ha vinto e per adesso basta questo.
La prossima gara ci vedrà ospiti della Fiorentina, rinvigorita dall’arrivo del tecnico Vanoli che ha preso il posto di Grosso.
Anche in Toscana bisognerà vincere per poter affrontare la pausa nazionali con più serenità e cercare di recuperare fiato e uomini.
È un Napoli che deve lottare per venire fuori dal fango di questo inizio di stagione poco convincente, stagione che è ancora lunga e ci riserverà sorprese e difficoltà. I ragazzi ed il mister hanno l’obbligo di farsi trovare pronti.
Guardiamo avanti!














