Il Seggio del Popolo - Locanda
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Seggio del Popolo è la Locanda che ha riportato lo Scammaro a Napoli, piatto antichissimo della tradizione partenopea

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Seggio del Popolo il locale che ha riportato lo Scammaro a Napoli.
“Dopo la trasmissione “PAZZI DI NAPOLI” siamo felicissimi in qualità di riscopritori di antiche ricette, di aver riportato la tradizione dello ‘Scammaro’ a Napoli. Questo è un piatto dimenticato da quasi tutti i napoletani”. Ha spiegato Gigi Lista, proprietario della LocandaSeggio del Popolo” (Piazzetta del Grande Archivio, 8, Napoli – sotto l’Archivio di Stato).

Quando partimmo con Seggio del Popolo – Locanda e la ricerca storica delle ricette della nostra tradizione, in molti ridacchiavano. Erano tifosi della cucina modernista che spesso è un surrogato di ciò che si è già fatto e rifatto. Oggi invece, ci imitano e cercano finalmente di tenere il passo con la realtà della nostra gloriosa tradizione. Non lo faceva più nessuno lo scammaro, o pochissimi, a Napoli non ce n’era più traccia di questa antica ricetta e nella migliore delle ipotesi era una sorta di assassina bruciacchiata brutta da vedere, interpretando male ciò che a mio avviso volesse ottenere Cavalcanti da questo piatto.

(Nella foto gli chef Ylenia Petrillo e Gigi Lista nel programma Pazzi per Napoli)

QUI IL VIDEO GIRATO CON AMEDEO PALUMBO – TI RACCONTO NAPOLI

“Noi l’abbiamo resa una pasta bella da vedere. E’ buonissima da mangiare, per l’associazione dei vari elementi che la compongono che uniscono sapidità, croccantezza, dolcezza, acidità, in una osmosi rotonda ed irradiante e che non riporta alcuna affumicatura, nessun elemento letterario ci fa capire che la suddetta dovrebbe essere bruciata”.

Insomma, riportare le antiche tradizioni dei popoli è sempre una bella sensazione. E’ come se non ci lasciassimo nulla alle spalle, molti piatti si evolvono ed è giusto che sia così. Napoli è una capitale anche del food nel mondo, per varietà di piatti e cultura. E’ giusto riconoscere, però, il lavoro di riscoperta fatto delle antiche tradizioni, partendo proprio dalla cucina di Ippolito Cavalcanti.