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La corte di giustizia UE: “L’ex Ilva di Taranto non può restare aperta”

Il Seggio del Popolo - Locanda

“Se ci sono pericoli gravi e rilevanti per l’ambiente e per la salute umana, l’esercizio dell’acciaieria dovrà essere sospeso” – È quanto deciso dalla Corte di giustizia dell’Ue dopo il ricorso di cittadini ed associazioni. In mancanza di valutazioni dei danni sanitari, per il principio di precauzione, la tutela della salute viene prima di quella industriale, sempre!

Il Tribunale di Milano aveva posto dei quesiti sull’interpretazione della normativa europea sulle emissioni inquinanti di impianti industriali in relazione alle norme italiane. La Corte di Giustizia europea in merito all’azione collettiva contro l’ex Ilva di Taranto, ha espresso quanto detto, dopo il ricordo di 10 cittadini aderenti all’associazione ‘Genitori Tarantini’ e da un bambino di 11 anni affetto da una rara mutazione genetica. Chi non rispetta le norme deve essere fermato.

La legislazione internaha scritto la Corte di Lussemburgo non può ritenere la valutazione del danno sanitario estranea al rilascio e al rinnovo dell’autorizzazione integrale ambientale che dev’essere estesa alla salvaguardia da tutte le sostanze nocive di cui si abbia di volta in volta notizia non solo da quelle tradizionali. La legislazione interna non può prorogare per tanto tempo l’applicazione della direttiva ambientale del 2010». «Quindi – ha aggiunto la Corte, come proprio monito -, ogni attività industriale che non segua queste regole va sospesa».

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