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Mentre l’Italia diventa il quartier generale della NATO i BRICS a settembre sfoderano la loro valuta: l’R5 che ha già spiazzato il Deep State

TLB courtesy: 03/12/2021 - Pixabay|
Il Seggio del Popolo - Locanda

Nella puntata del 4 luglio 2024 del format “Metapolitica” del quotidiano L’Identitario, si è discusso dell’importante evoluzione geopolitica che vede l’Italia diventare il quartier generale della nuova forza di reazione della NATO, l’Arf (Allied Reaction Force). La decisione, maturata durante il summit NATO di Vilnius nel 2023, amplia significativamente l’assetto operativo dell’Alleanza Atlantica. Il nuovo quartier generale avrà sede nella base di Solbiate Olona, in provincia di Varese.
(i BRICS a settembre sfoderano la loro valuta: l’R5)

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La puntata, moderata dal giornalista Francesco Capo, ha visto la partecipazione di Cosimo Massaro (saggista), Stefano Orsi (analista geopolitico), Lamberto Rimondini (ricercatore storico indipendente) e Leonardo Rosi (videomaker). Tra gli interventi, quello di Lamberto Rimondini ha offerto una chiave di lettura particolarmente interessante e complessa degli attuali scenari geopolitici.

Dichiarazioni di Lamberto Rimondini

Rimondini ha descritto la situazione attuale come uno scenario molto particolare e delicato. Ha spiegato che i mesi di settembre e ottobre potrebbero essere critici per una serie di ragioni, tra cui il rischio di ‘ennesime’ pandemie, attentati false flag, provocazioni estreme da parte della NATO e possibili crack finanziari. Tuttavia, ha sottolineato l’importanza di un’altra chiave di lettura, collegata a un evento economico imminente: l’introduzione della moneta UNIT, nome in codice R5, da parte dei paesi BRICS che stanno letteralmente spiazzando i piani del Deep State, già solo per il fatto che hanno anticipato la programmazione della nuova valuta.

Secondo Rimondini, questa nuova valuta, che sarà utilizzata come moneta di interscambio tra gli stati BRICS, sarà garantita al 40% da oro e al 60% da materie prime. Questo potrebbe segnare un cambiamento significativo nell’equilibrio finanziario mondiale, attualmente dominato dal dollaro. Rimondini ha affermato che la contrapposizione in atto dovrebbe essere letta soprattutto in chiave finanziaria, evidenziando come la nuova moneta dei BRICS avrà un sottostante reale, a differenza del dollaro, che ha paragonato a “denaro cartaigienica come quella del Monopoli“.

Progetti e scenari futuri

Rimondini ha proseguito descrivendo lo scontro in corso non solo in termini finanziari, ma anche energetico-spirituali e geopolitici. Ha menzionato i conflitti in Ucraina e Palestina, interpretando le tensioni come parte di un progetto più ampio e ambizioso: la creazione di una “grande Israele” che si estenderebbe dall’attuale Ucraina fino all’Egitto, controllando il Canale di Suez e costruendo un nuovo canale con l’uso di armi nucleari a bassa intensità. “Questo piano – sempre a detta di Rimondini– è aberrante ma dimostra la determinazione delle forze coinvolte a perseguire i loro obiettivi. Nonostante queste prospettive inquietanti come in tutte le guerre, ci sarà un accordo finale. Il deep state, sapendo di essere in una posizione perdente, potrebbe intensificare le sue azioni prima di arrivare a una conclusione“.

Il prossimo autunno potrebbe rivelarsi decisivo per comprendere meglio il progetto della moneta unica dei BRICS, annunciato al vertice dello scorso anno a Johannesburg. Questo tentativo di rompere l’egemonia del dollaro assume particolare rilevanza alla luce delle attuali tensioni geopolitiche tra gli Stati Uniti e paesi come Iran e Russia, entrambi membri del blocco allargato BRICS (che include anche Brasile, India, Cina, Sudafrica, Egitto, Etiopia, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti). Cosa succederà in futuro? Le dichiarazioni di Rimondini suggeriscono che la situazione potrebbe evolvere in modi inaspettati e drammatici, con ripercussioni significative a livello globale.

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