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Autonomia differenziata: quali sono le materie che non richiedono i LEP e chi ha voluto fregare il Sud?

Il Seggio del Popolo - Locanda

Le materie che non richiedono l’adozione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) per l’autonomia differenziata, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione italiana, sono generalmente quelle per cui la legge non prevede l’erogazione di prestazioni uniformi su tutto il territorio nazionale. Alcune di queste materie, come ci ha ricordato il prof. Angelo Vaccariello, includono:

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  1. Organizzazione della giustizia di pace
  2. Istruzione e formazione professionale
  3. Promozione e organizzazione di attività culturali
  4. Valorizzazione dei beni culturali e ambientali
  5. Sostegno all’innovazione per i settori produttivi
  6. Pianificazione del territorio e infrastrutture
  7. Sviluppo economico regionale
  8. Protezione civile e gestione delle emergenze
  9. Promozione del turismo
  10. Commercio con l’estero
  11. Tutela del paesaggio
  12. Gestione dei servizi di trasporto pubblico locale
  13. Politiche per l’energia, ad esclusione delle grandi reti energetiche nazionali

Le competenze che invece richiedono l’adozione dei LEP, in quanto riguardano la garanzia di prestazioni minime e uniformi su tutto il territorio nazionale, includono in particolare la sanità (già regionalizzata), l’istruzione pubblica e l’assistenza sociale. Queste materie richiedono una regolamentazione che assicuri livelli di servizio equivalenti per tutti i cittadini italiani, indipendentemente dalla Regione di residenza. Insomma, senza LEP le regioni del Nord già potranno trattenere almeno 12 o 15 miliardi in più nelle proprie regioni e quindi non saranno più distribuiti equamente su tutto il territorio nazionale.

Intanto in uno schema abbiamo riassunto i passi dal 2001 ad oggi che hanno riguardato tutti i partiti che hanno effettivamente voluto l’Autonomia differenziata fino ad oggi:

AnnoAzioneDescrizione
2001Modifica del Titolo VLa riforma costituzionale del Titolo V della Costituzione ha aumentato l’autonomia delle regioni, includendo la sanità tra le competenze regionali.
2003Decreto Legislativo 56/2000Implementazione della riforma del Titolo V, definendo il nuovo assetto finanziario delle Regioni.
2008Disegno di legge CalderoliTentativo di definire le modalità per ottenere l’autonomia differenziata, non concretizzato.
2017Referendum consultiviLombardia e Veneto hanno tenuto referendum consultivi per chiedere maggiore autonomia.
2018Preintese con Lombardia, Veneto, Emilia-RomagnaIl governo Gentiloni firma preintese con Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna per avviare il processo di autonomia differenziata.
2019Governo Conte I Lega-5StelleProseguono i negoziati per l’autonomia differenziata, inserendo nel contratto di Governo come priorità, tra i punti, l’autonomia differenziata
2021Governo DraghiViene ribadita l’intenzione di proseguire con il processo di autonomia differenziata.
2022Governo DraghiInizio di nuovi negoziati con le regioni interessate, e con il monotematico De Luca chiese altre materie di gestione
2023Governo MeloniAvvio di discussioni per accelerare l’iter legislativo sull’autonomia differenziata.
2024Proposta di legge quadroPresentazione di una proposta di legge quadro per definire il processo e i criteri per l’autonomia differenziata delle regioni.
Ufficialmente passa l’Autonomia differenziata

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