È in libreria Ortensia De Meo, all’alba dell’emancipazione, il nuovo saggio di Daniele Elpidio Iadicicco, presidente del Centro Studi S.A. Formia, pubblicato da Guida Editori, dedicato a una figura centrale della storia dei diritti delle donne nel Novecento italiano. Nata a Castellonorato (Formia) nel 1881, Ortensia De Meo sviluppò e portò a maturazione il proprio impegno civile e politico soprattutto a Napoli, città nella quale visse, operò e lasciò un segno profondo. Il volume ricostruisce il suo percorso pubblico e umano attraverso documenti d’archivio, fonti inedite e testimonianze familiari, restituendo il profilo di una donna che trovò nella capitale partenopea il contesto decisivo per la propria formazione e per l’elaborazione di un pensiero rivolto all’emancipazione femminile. Fu a Napoli che Ortensia De Meo svolse la sua attività di insegnante, di conferenziera e di intellettuale, inserendosi in reti politiche e culturali che ne ampliarono progressivamente l’orizzonte d’azione.

Ampio spazio è dedicato al suo impegno maturato inizialmente nell’area socialista e successivamente comunista, e alla capacità di affrontare temi allora considerati inaccettabili, legati alla condizione delle donne nella società e nella vita pubblica. Da Napoli, Ortensia De Meo seppe dare risonanza nazionale alle proprie posizioni, partecipando ai principali passaggi politici del primo Novecento. In questo contesto si colloca anche la sua presenza al Congresso di Livorno del 1921, dove fu l’unica donna a prendere la parola in un’assemblea interamente maschile.
Il saggio affronta inoltre le conseguenze personali di quell’impegno: la sorveglianza esercitata dalla polizia politica, il confino del marito Amadeo Bordiga e una lunga stagione di controllo che segnò profondamente la sua esistenza, vissuta in larga parte a Napoli. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1955, la sua figura venne progressivamente rimossa dal racconto storico, fino a risultare oggi quasi assente dalla memoria pubblica. Accanto alla dimensione pubblica, il libro restituisce anche un ritratto privato, offrendo uno spaccato rappresentativo della condizione di molte donne che attraversarono il Novecento mantenendo coerenza e determinazione. La prefazione, a cura di Rossella Serao, inquadra il valore storiografico del lavoro e ne sottolinea l’importanza nel contesto degli studi sulla storia delle donne e della società italiana del Novecento.















