Home Uncategorized Zona orientale di Napoli – San Giovanni a Teduccio

Zona orientale di Napoli – San Giovanni a Teduccio

BCC
BCC

Di Antonello Amaddeo

Pubblicità
l'-ecommerce del Sud Italia

San Giovanni a Teduccio parte centrale della Zona Orientale di Napoli potrebbe rappresentare la porta di accesso, sita tra città storica e il Vesuvio alla fertile pianura campana, porta naturale posta in direzione dell’area strategica di Acerra che consente di andare in ogni direzione dell’entroterra campano. Nonostante il fallimento della città metropolitana ad opera degli ultimi governi che non hanno voluto cambiare lo stato urbanistico e economico delle cose, il possibile ruolo di porta marina della piana campana per l’area di San Giovanni a Teduccio è rimasto intatto, la morfologia del territorio non è cambiata. Quindi, auspicare un rafforzato interesse per dare il suo giusto ruolo a questa importante area attualmente abbandonata dalle istituzioni è cosa buona e giusta e recuperare idee e progetti che possono utilizzare la naturale vocazione dell’area è un dovere del cittadino e del rappresentante delle istituzioni. La prima cosa da fare è aprire la porta che ora è chiusa a causa della linea ferroviaria che corre parallela alla linea di costa. La ferrovia oltre a essere un forte impedimento per consentire un qualsiasi rapporto con il mare della popolazione è anche causa di generare una terra di nessuno dove l’abbandono e l’incuria regnano sovrani. Quindi, per poter realizzare prima un collegamento locale per sviluppare strutture turistiche, portuali, ambientali e risanare il centro storico, per poi proiettarsi verso l’entroterra campano è necessario eliminare la barriera della ferrovia. Lo scopo è ricreare il rapporto con il mare ora assente, per poi proiettarsi con adeguati collegamenti in parte già esistenti con la pianura campana. La cosa assurda è che ogni piano, progetto o idea progettuale delle istituzioni e anche dei privati non prende in considerazione l’ipotesi di agire sulla linea ferroviaria, in nessun modo. Tutto questo è sconcertante e si capisce anche perché poi nessuno di questi piani o ipotesi poi vengono realizzati nemmeno in minima parte. Ecco il perché tutti i progetti per migliorare la costa di San Giovanni a Teduccio sono falliti, figuriamoci poi realizzare la porta marittima per la piana campana. Quindi, la prima cosa da fare è togliere la barriera ferroviaria. Chiaramente non si può fare una lunga e profonda trincea per farci passare la linea ferroviaria o un tunnel perché l’opera si trasformerebbe subito in una diga che impedirebbe alle acque meteoriche di arrivare al mare, come naturalmente avviene e questo porterebbe a dei gravi problemi che tutti possono intuire. La soluzione ottimale è un percorso sopraelevato su pilastrature che consente il sottostante passaggio di mezzi e persone e la buona visuale attraverso i pilastri. Il percorso ferroviario aereo poi potrebbe essere integrato in nuove infrastrutture di servizi, compresi quelle di un porto turistico – commerciale e in parchi realizzati lungo l’asse ferroviario, come quello del Forte di Vigliena. A questo punto tutti i progetti redatti e mai realizzati potrebbero essere recuperati e integrati nella linea ferroviaria aerea. Sarebbe necessaria una riprogettazione della intera area con un piano particolare del Comune che integrandosi con i progetti realizzati e modificati coinvolgesse non solo la striscia a ridosso della costa ma, anche l’interno del quartiere e del suo centro antico, valorizzando oltre al rapporto ritrovato con il mare, anche la capacità di proiettarsi verso la strategica e fertile piana campana. La creazione di parchi e aeree sportive con un percorso pedonale e ciclistico che corre a ridosso della linea ferroviaria aerea tra i pilastri. Percorso integrato con tutte le nuove strutture realizzate, soprattutto quelle portuali turistiche e quelle sportive e di svago. Il tratto ferroviario aereo partirebbe subito dopo il forte di Vigliena e finirebbe prima del Museo di Pietrarsa. Ci sarebbe il completamento della darsena di Levante, la realizzazione del Parco della Centrale, l’università nell’area ex Corradini, collegata con percorsi alla attuale polo universitario informatico, il porto turistico con cantieri nautici e fiera nautica per la vendita di barche con l’area del depuratore che verrebbe completamente rimessa a nuovo per farlo funzionare finalmente nel rispetto dell’ambiente.

Pubblicità
Il Seggio del Popolo - Locanda
l'-ecommerce del Sud Italia