Il movimento guidato da Gigi Lista partecipa alla mobilitazione in Campania e chiama a raccolta cittadini, lavoratori, comitati e associazioni. «Non è soltanto una questione di gasolio, ma di dignità e sopravvivenza economica. Basta sacrifici imposti sempre agli stessi».
NAPOLI, 20 OTTOBRE 2026 – La protesta degli autotrasportatori che sta attraversando il Mezzogiorno assume una dimensione sempre più ampia. Dai presidi sulle principali arterie autostradali fino al porto commerciale di Napoli, la mobilitazione contro il caro carburanti sta coinvolgendo diversi territori della Campania, con pesanti ripercussioni sulla circolazione delle merci e sulle attività economiche.
In questo scenario Autonomia Napolitana, guidata dal presidente Gigi Lista, scende in campo al fianco degli autotrasportatori, partecipando alle manifestazioni e sostenendo la necessità di trasformare una protesta di categoria in una mobilitazione più ampia contro il carovita, le disuguaglianze economiche e le scelte politiche che, secondo il movimento, stanno mettendo in ginocchio famiglie, lavoratori e piccole imprese.
Dal varco Bausan del porto di Napoli agli snodi autostradali di Caserta Sud, Nola, Angri e Palma Campania, i presidi rappresentano il segnale di un malessere che, per Autonomia Napolitana, non può più essere ignorato.
La partecipazione del movimento nasce anche dal percorso avviato attraverso un’assemblea promossa da Autonomia Napolitana, alla quale sono stati invitati numerosi comitati territoriali, tra cui quelli impegnati contro gli abbattimenti delle abitazioni, il comitato Casa Mia, associazioni attive sui temi dell’urbanistica, della tutela del territorio e del diritto alla casa, insieme alle realtà del terzo settore e ai comitati e le associazioni di Pozzuoli e Campi Flegrei. Un fronte che oggi si affianca alla protesta degli autotrasportatori per dare voce a un disagio sociale sempre più diffuso.
«È arrivato il momento di dire basta. Non possiamo continuare ad accontentarci delle briciole mentre il costo della vita diventa ogni giorno più insostenibile. Oggi siamo al fianco degli autotrasportatori perché la loro battaglia è la battaglia di tutti. Non è soltanto una questione di gasolio, ma di sopravvivenza economica. Ci sono famiglie che non riescono più ad arrivare alla fine del mese, lavoratori che vedono i propri stipendi divorati dai rincari e piccoli imprenditori che non riescono più a sostenere i costi delle attività. Quando anche acquistare i generi alimentari di prima necessità diventa un sacrificio, significa che siamo arrivati a un punto di rottura», dichiara Gigi Lista, presidente di Autonomia Napolitana.
Il movimento denuncia inoltre le priorità della politica nazionale, contestando l’impiego di ingenti risorse pubbliche per gli armamenti e il sostegno militare ai conflitti internazionali, mentre una parte crescente della popolazione denuncia condizioni economiche sempre più difficili.
«Ci ripetono continuamente che mancano i soldi, che dobbiamo stringere la cinghia e fare sacrifici. Eppure si trovano miliardi per l’industria bellica, per gli armamenti e per le guerre, dall’Ucraina al Medio Oriente. E intanto quale guerra stanno combattendo le famiglie italiane? Quella quotidiana per mettere un piatto a tavola, pagare le bollette, fare rifornimento e arrivare alla fine del mese. È questa la vera emergenza sociale che la politica dovrebbe affrontare. Non possiamo accettare che ci siano sempre risorse per tutto, tranne che per garantire una vita dignitosa ai cittadini», prosegue Lista.
Secondo Autonomia Napolitana, la mobilitazione deve rappresentare un’occasione per aprire una vertenza generale sulle condizioni economiche e sociali del Mezzogiorno, attraverso richieste concrete di riduzione del peso fiscale sui carburanti, interventi contro il caro energia, sostegno alle attività produttive, tutela del potere d’acquisto e politiche capaci di contrastare l’impoverimento delle famiglie.
«Il Sud non può continuare a essere trattato come un territorio al quale concedere qualche briciola per placare il malcontento. Abbiamo bisogno di un cambiamento strutturale, non di promesse o interventi temporanei. Da Napoli alla Campania, fino alle altre regioni meridionali, deve emergere una voce comune. Non chiediamo elemosine, ma il diritto di lavorare, produrre e vivere dignitosamente nella nostra terra. È arrivato il momento di unire le battaglie, perché i problemi degli autotrasportatori sono anche quelli degli agricoltori, dei commercianti, dei lavoratori, dei disoccupati e delle famiglie», sottolinea il presidente.
Autonomia Napolitana invita quindi cittadini, associazioni, comitati e categorie produttive a partecipare alle manifestazioni e a sostenere forme di mobilitazione collettiva e pacifica, affinché le richieste provenienti dai territori possano trovare ascolto presso le istituzioni.
«Non possiamo più permetterci di restare a guardare mentre il nostro territorio viene progressivamente impoverito. Questa protesta non deve rimanere isolata e non deve esaurirsi con qualche promessa. Serve un fronte popolare capace di chiedere risposte concrete e immediate. Autonomia Napolitana è presente nei luoghi della mobilitazione e continuerà a esserci. Il messaggio che vogliamo lanciare è chiaro: non ci accontenteremo più delle briciole. La dignità del nostro popolo non è in vendita e il diritto a una vita sostenibile non può essere considerato un privilegio», conclude Gigi Lista.
AUTONOMIA NAPOLITANA
Il Presidente Gigi Lista














