Di Cosimo Benigni rubrica sportiva
Oggi a Napoli si commemorano i morti. Storiacamente questa città ha sempre avuto un rapporto viscerale con i morti e più in generale con l’aldilà, e quando dico aldilà non intendo per forza quello dell’immaginario cattolico. È stata la notte di quegli spiriti sospesi a metà tra il mondo dei morti e quello dei vivi. Un po’ come questo Napoli che riesce a rinascere e morire a distanza di due giorni.Il Napoli visto ieri in campo a Torino non è all’altezza della corsa al quarto posto, diciamolo subito.Non lo è nella testa, non lo è nelle gambe ne tantomeno nella proposta tattica.Sta diventando paradossale vedere sistematicamente la squadra che si abbassa e puntualmente subisce gol. Troppe insicurezze abitano l’animo degli Azzurri, troppo fragile questa squadra quando difende, troppo povera nelle idee quando c’è da proporre una trama offensiva.È un Napoli senza coraggio che ha paura di qualunque avversario, anche di questa Juve mediocre.In realtà però, le squadre mediocri viste ieri in campo sono due, ma dagli inferi della suddetta mediocrità ad emergere è la squadra di Spalletti mentre gli Azzurri giacciono sul fondo dell’Acheronte.Come di consueto nelle ultime due annate, il Napoli ha difficoltà a mettere in campo una formazione che non sia rimaneggiata.Ma potrebbe andare peggio, potrebbe piovere ed infatti piove sul bagnato quando all’intervallo Di Lorenzo lascia il posto a Rrahmani con il conseguente spostamento di Marianucci sulla fascia destra, già ammonito.Questa è una scelta che farà discutere perché i gol il Napoli li prende proprio da quel lato, con il difensore ex-Empoli che soffre la rapidità di Alajbegovic prima e di Boga poi.Infatti Marianucci prende il secondo giallo e lascia il Napoli in dieci.Insieme a Di Lorenzo negli spogliatoi tra il primo ed il secondo tempo resta anche De Bruyne. Anche lui rimasto in panchina per un affaticamento. Sono forse già troppi i minuti accumulati nelle gambe del belga in questo inizio di stagione?La domanda è lecita.D’altro canto è pur vero che il materiale umano messo a disposizione dell’allenatore è quello che è. E la responsabilità di questa condizione di perenne emergenza è tutta della società. Ieri il Napoli si è presentato a Torino con una difesa che vedeva una coppia di centrali inedita (Rafa Marin-Marianucci).A centrocampo Scott era evidentemente affaticato, forse anche perché c’è una differenza sostanziale quando in cabina di regia ci sono Lobotka, Gilmour o De Bruyne, quando c’è il belga in campo Scott deve correre di più, infatti anche in una partita sottotono lo scozzese è quello che ha corso più chilometri di tutti, quasi dodici.Frank Anguissa non ha una valida alternativa da anni e questa cosa grava su un calciatore che nelle ultime annate è stato spesso soggetto ad infortuni.In attacco la situazione non è migliore, ieri a dare forfait è stato Hojlund, il cui posto al centro dell’attacco è stato preso da Lucca che ha forse giocato la migliore partita da quando è a Napoli.Sugli esterni: Politano è ormai usurato dai chilometri percorsi lungo la fascia negli ultimi anni, Noa Lang è un esterno che non salta l’uomo, non tira, non crea superiorita numerica, non riesce a servire mai i compagni nella maniera giusta, insomma non fa nulla che ci si aspetterebbe da un esterno. Vergara sembra addirittura involuto rispetto agli sprazzi di classe visti lo scorso anno, Giovane non è un esterno ed Alisson è fermo ai box.Il Napoli è stanco, la rosa è vecchia e consumata e tutto questo era preventivabile.Il Napoli avrebbe avuto bisogno di un allenatore in grado di friggere il pesce con l’acqua e questo non è Allegri perché la storia di Max ci dice che le vittorie raggiunte dal tecnico livornese sono arrivate quando ha avuto a disposizione un materiale umano di un certo livello.Oggi la squadra allenata da Allegri non dispone di questa abbondanza numerica e tecnica.Il Napoli resta quindi sospeso, così tra il mondo dei vivi e quello dei morti, in attesa che Caronte traghetti in fondo agli inferi quel che resta dell’anima di questa squadra.È arrivato il momento che qualcuno ai piani alti si assuma la responsabilità di questa morte già annunciata.Intanto tra due giorni si ritorna in campo.Forza Napoli Sempre.














