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Scampia e Chiaiano: occupato il Melissa Bassi.”Qui si parla di noi e contrastaremo l’indifferenza di chi ci vorrebbe silenziosi e rassegnati”

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Da qualche giorno è stato occupato l’Istituto Melissa Bassi, sede centrale a Scampia, succursale a Chiaiano. L’istituto conta circa mille alunni e diversi indirizzi tra i quali il Liceo Musicale e quello Sportivo, Amministrazione Finanza e Marketing, Agrario, Servizi Commerciali, Servizi per la sanità e l’assistenza sociale. È da anni un vero e proprio presidio culturale e sociale con le sue tante attività portate avanti da dirigenza, allievi e docenti. In questi giorni è stata una delle prime scuole (se non la prima) ad essere occupata nella periferia napoletana. “Il nostro – com’è scritto nel comunicato sull’occupazione- è un atto forte e consapevole, un passo che abbiamo deciso di intraprendere per unirci alla mobilitazione e alle occupazioni già in corso negli altri licei e istituti di tutta Italia; questa occupazione non è in alcun modo un atto di protesta nei confronti della Dirigenza Scolastica o del personale del nostro istituto: riconosciamo l’impegno quotidiano della nostra comunità scolastica e saremo attenti alla cura dell’edificio. Mentre le nostre scuole cadono a pezzi e mancano gli spazi per le lezioni, lo Stato italiano sceglie di destinare miliardi di euro alla spesa militare”. Gli studenti dichiarano di non potere restare indifferenti di fronte alle ingiustizie extra-scolastiche. Dichiarano così di essere “contro” il sistema dei CPR (centri permanenza per il rimpatrio, uno aperto di recente qui vicino, a Castelvolturno; “contro” il tetto del 30% di studenti stranieri; “contro” la proposta sul divieto dell’uso del hijab e, tornando a Scampia, “contro” le politiche della Città Metropolitana “che continua a non investire i fondi necessari per l’edilizia scolastica”. Anna (nome di fantasia), ai motivi indicati nel comunicato ne aggiunge altri e si tratta di motivi anche significativi con una sua fiera premessa: “è la prima volta che viene occupata la succursale del Melissa Bassi a Chiaiano: qui non siamo tantissimi ma ci siamo organizzati molto bene, da un lato per non creare danni alla scuola e dall’altro per far sentire la nostra voce”. Quello della sede di Chiaiano, allora, è “un grido finalizzato a migliorare quello che già abbiamo ma che non sempre è adeguato, come vediamo in tante altre scuole di Napoli e delle periferie napoletane: le palestre, i laboratori (qui abbiamo l’indirizzo Agrario), le aule dove, come abbiamo visto pochi mesi fa con il caldo anomalo che abbiamo vissuto, fa troppo freddo o fa troppo caldo… Il nostro preside fa tanto per la scuola ma è chiaro che servirebbe un aiuto finanziario esterno per le tante cose che si dovrebbero fare. C’è poi un problema generale che riguarda l’economia e in particolare quella che conosciamo meglio e cioè quella delle nostre famiglie. In queste ore i camionisti stano protestando per il costo dei carburanti e noi tutto questo lo viviamo sulla nostra pelle: per le nostre famiglie è sempre più difficile fare la spesa anche se magari non ce lo dicono. È sempre più difficile anche andare a scuola se pensiamo ai trasporti, ai libri o a quello che dobbiamo indossare”. “Un’occupazione a Scampia -aggiunge Gennaro (nome di fantasia)- è un segnale forte e preciso alle istituzioni che ormai sembrano dimenticarsi sempre più di chi tutte le problematiche attuali le vive ancora peggio, le vive in un ambiente lasciato a se stesso da decenni come capita a Scampia. Gli studenti di periferia sono coloro che più di tutti affrontano giornalmente tutti i temi su cui giustamente si sta facendo luce grazie alle occupazioni e alla grande mobilitazione partita in italia. La speranza di tutti noi studenti del Melissa Bassi è che tutti si uniscano alla protesta, che si faccia fronte unico contro le istituzioni che fingono di non vedere la rabbia degli studenti in questo periodo storico. Inoltre speriamo che le nostre richieste riguardanti l’edilizia scolastica vengano ascoltate: pretendiamo condizioni migliori negli spazi che attraversiamo giornalmente”.Qualcuno dice che i nostri ragazzi non hanno valori. Qualcuno dovrebbe semplicemente andare, forse, a Scampia e a Chiaiano per ascoltare la loro voce. Emilio Caserta

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