A Portici il confronto politico nel campo progressista passa ora attraverso carte protocollate e scambi ufficiali, resi pubblici dal Movimento 5 Stelle cittadino che parla apertamente di mancanza di trasparenza e di un dialogo mai realmente avviato con il Partito Democratico locale. I pentastellati spiegano di aver chiesto da oltre quaranta giorni un incontro pubblico e collegiale per discutere del futuro amministrativo della città insieme alle altre forze dell’area progressista. Una richiesta formalizzata con una comunicazione inviata a fine dicembre, firmata dai rappresentanti locali del Movimento, nella quale si parlava di “dialogo proficuo” già nato tra diverse componenti del centrosinistra e della necessità di aprire un confronto “franco e costruttivo” anche con il PD. Nella lettera veniva indicata una data precisa e un luogo per l’incontro, con l’obiettivo di avviare un percorso comune alla luce del sole.
Secondo i pentastellati, la risposta arrivata dal segretario cittadino dem avrebbe invece segnato una chiusura politica. Nella replica, il PD avrebbe ribadito la volontà di muoversi nel segno della continuità con l’esperienza amministrativa precedente, spiegando di aver già avviato un proprio percorso di incontri all’interno della coalizione di governo e riservandosi di valutare in un secondo momento modalità ed eventuali allargamenti del perimetro. Una posizione che i 5 Stelle leggono come la scelta di mantenere il controllo dei tempi e delle decisioni, senza aprire subito un tavolo paritario.
Da qui l’affondo politico contenuto nel comunicato, in cui il Movimento accusa i democratici di essersi sottratti a un confronto pubblico, preferendo riunioni riservate e una gestione interna delle scelte. I pentastellati parlano di una differenza netta tra chi chiede trasparenza e chi, a loro avviso, difende un impianto basato sulla continuità con il passato e su decisioni prese in ambiti ristretti.
Per il Movimento 5 Stelle, rendere pubblici i documenti serve a spostare il confronto dal piano delle dichiarazioni a quello dei fatti, lasciando ai cittadini la possibilità di valutare autonomamente le posizioni in campo. Il messaggio politico è chiaro: la costruzione del campo progressista, secondo questa impostazione, dovrebbe passare prima di tutto da regole condivise, tavoli aperti e un metodo partecipato, non da accordi definiti in anticipo. Il passaggio segna un punto di tensione evidente nel centrosinistra porticese, con il tema del metodo – prima ancora dei nomi e dei programmi – che diventa centrale. Sullo sfondo resta la partita più ampia per il governo della città, dove la richiesta di confronto pubblico avanzata dal Movimento 5 Stelle si propone come linea di demarcazione tra due visioni diverse su come costruire l’alternativa politica per Portici.















