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Portici, il debutto dell’era Teodonno: il primo Consiglio tra black out, colpi di scena e voti segreti

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Rubrica di Cronaca Politica Porticese a cura di Mauro Mazzone

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Il 22 luglio 2026, alle ore 10, è ufficialmente iniziata l’era Teodonno. Un Consiglio comunale rovente, non tanto per gli scontri tra maggioranza e opposizione, quanto per il caldo soffocante che il cambiamento climatico rende ormai sempre più frequente. A rendere ancora più complicata la seduta è stato il guasto alla cabina elettrica che, con un tempismo quasi beffardo, ha spento i microfoni e il sistema di climatizzazione proprio mentre il neo sindaco Claudio Teodonno stava prendendo la parola. Dopo un rapido confronto, è prevalso il buon senso: si è deciso di proseguire comunque, senza amplificazione e con la registrazione video destinata alla trasmissione in differita. Senza aria condizionata, senza diretta, ma con la volontà di dare comunque avvio alla nuova consiliatura.

A dirigere i lavori è stato il consigliere Pietro Cuomo, che ha presieduto la seduta con calma e sostanziale equilibrio. L’unica nota stonata è stata il mancato riconoscimento del diritto di replica, per fatto personale, al consigliere Fernando Farroni, precedentemente chiamato in causa dal sindaco. Un episodio che non ha però compromesso il clima complessivamente collaborativo della mattinata. Nonostante l’emozione dell’esordio, il Consiglio ha affrontato anche temi concreti, a partire dal sostegno al commercio cittadino. La minoranza ha sollecitato interventi per contrastare la crisi delle attività locali, mentre la maggioranza, almeno nelle prime battute, è apparsa più prudente, quasi rassegnata al peso crescente dell’e-commerce e alla chiusura progressiva delle attività commerciali ad esclusione di quelle del food. Tra l’entusiasmo dei neoeletti e la sicurezza dei consiglieri più esperti hanno fatto il loro debutto diversi nuovi volti: Pagano, Amabile, Ciliberti, Cuomo, Lippolis, Di Paola ed Esposito, quest’ultimo chiamato a raccogliere anche il testimone umano e politico del compianto padre Ciro. A tutti loro va l’augurio di un proficuo lavoro al servizio della città. Come da tradizione, il dibattito è stato animato soprattutto dai banchi dell’opposizione. Farroni ha presentato un ordine del giorno per l’adesione del Comune alla cosiddetta “rottamazione quinquies”, proposta che il sindaco ha respinto spiegando che lo stesso provvedimento sarà portato all’attenzione del prossimo Consiglio comunale. Nel corso del dibattito sono intervenuti anche Borrelli, Albo e ancora Farroni, che ha invitato l’assemblea a valorizzare la rappresentanza femminile nella scelta del Presidente del Consiglio comunale. Dopo un sindaco e un vicesindaco uomini, la proposta era quella di affidare la presidenza a una delle professioniste elette.

A replicare è stato il giovane consigliere Lippolis che, sostenendo il principio del merito rispetto a quello del genere, ha difeso una diversa impostazione. Al di là delle opinioni, il suo intervento ha contribuito ad arricchire il confronto politico.Il vero colpo di scena è arrivato però con l’elezione del Presidente del Consiglio comunale.La maggioranza dispone di sedici consiglieri contro gli otto dell’opposizione. Alla prima votazione erano necessari proprio sedici voti, pari ai due terzi dell’assemblea. Lo scrutinio, presieduto da Pietro Cuomo con gli scrutatori Perasole e Scognamiglio, ha però riservato una sorpresa.Il risultato è stato infatti di 14 voti per Gianluca Viscardi e 11 per Melania Capasso.Numeri che hanno immediatamente acceso interrogativi sulla presenza di tre franchi tiratori all’interno della stessa maggioranza.Al secondo scrutinio, dove era sufficiente la maggioranza assoluta, il risultato è rimasto identico: 14 voti a Viscardi e 11 a Capasso.Viscardi è stato quindi eletto Presidente del Consiglio comunale, ma il malumore del sindaco Teodonno per quei tre voti mancanti è apparso evidente.

Per concludere rapidamente una seduta resa particolarmente pesante dal caldo, il Consiglio ha poi eletto i due vicepresidenti: Melania Capasso per la maggioranza ed Enzo Ruffino per la minoranza.Una rappresentanza istituzionale che premia competenza, disponibilità e rispetto delle istituzioni, valori che dovranno accompagnare l’intera consiliatura.Il primo Consiglio dell’era Teodonno va così in archivio tra disagi tecnici, temperature proibitive e un primo segnale politico tutt’altro che trascurabile: i tre voti mancanti nell’elezione del Presidente raccontano che, dietro la compattezza apparente della maggioranza, qualche crepa potrebbe già essersi aperta.Buona la prima. Ora, però, inizia la vera prova: governare.

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