Roma, 3 ottobre 2026 – «Sui lavoratori marittimi il Governo continua a rispondere con formule burocratiche e rinvii, senza affrontare concretamente problemi che riguardano sicurezza, salute, precarietà e dignità del lavoro».
Lo dichiara il deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Caramiello, intervenuto alla Camera nell’ambito dell’interpellanza urgente n. 2-00936 sul trattamento economico e giuridico dei lavoratori marittimi, discussa il 2 ottobre e sottoscritta anche da Giuseppe Conte, Enrica Alifano e Andrea Quartini.
«Dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luigi Sbarra mi sarei aspettato risposte precise e impegni concreti. Abbiamo invece ascoltato una ricostruzione normativa e l’ennesimo rinvio a valutazioni, approfondimenti e confronti con le parti sociali». Nella risposta in Aula il Governo ha richiamato i controlli già previsti, il processo di digitalizzazione delle procedure e le valutazioni tecnico-scientifiche in corso sull’eventuale riconoscimento del lavoro marittimo tra le attività usuranti.
Al centro dell’interpellanza, innanzitutto, la riduzione dal 75% al 60% dell’indennità giornaliera di malattia per gli eventi insorti dal 1° gennaio 2024, introdotta dalla legge di Bilancio 2024. La modifica è confermata dalla normativa e dalle successive indicazioni INPS.
«Quella misura va corretta. Ridurre l’indennità significa mettere un lavoratore davanti alla scelta tra tutelare la propria salute e salvaguardare il reddito della propria famiglia. Per questo presenteremo in legge di Bilancio un emendamento per riportare l’indennità di malattia al 75%». L’annuncio dell’emendamento è stato formulato da Caramiello durante la replica in Aula.
Il deputato ha inoltre sollevato il problema degli Allegati I e II previsti dal DM 51/2016, delle certificazioni professionali e dei COP, chiedendo una maggiore digitalizzazione e strumenti che consentano di verificare immediatamente l’autenticità dei titoli; ha denunciato le difficoltà che, a suo giudizio, ricadono sui comandanti dopo l’introduzione dell’arruolamento diretto e ha chiesto sistemi elettronici più efficaci per la rilevazione delle ore effettivamente lavorate a bordo.
«Non abbiamo ricevuto un impegno specifico neppure sull’obbligo dei defibrillatori DAE a bordo. Così come restano aperte la questione dei turni di lavoro, quella dei contratti a termine che si protraggono per anni nel cosiddetto “turno generale” e il riconoscimento pieno della specifica usura del lavoro marittimo». Nel suo intervento Caramiello ha chiesto anche l’apertura di un tavolo per la stabilizzazione dei lavoratori interessati.
«I marittimi italiani non possono essere considerati lavoratori di serie B. Dietro ogni numero ci sono uomini e donne che trascorrono mesi lontani dalle proprie famiglie e garantiscono un settore strategico per il Paese. Questa interpellanza non chiude la questione, la apre: continueremo a portare queste battaglie in Parlamento, nelle Commissioni, nei decreti e nella prossima legge di Bilancio. Sulla sicurezza, sulla salute e sulla dignità dei lavoratori del mare non faremo un passo indietro».














