di Cosimo Benigni

Nella singolare cornice dello Stadio Sinigaglia che affaccia proprio sul suggestivo e famoso Lago, il Napoli di Antonio Conte ha affrontato il Como di Cesc Fabregas.Ieri pomeriggio, non è andata in scena una semplice partita di calcio, ma un vero e proprio scontro tra due visioni di gioco opposte. Da una parte la filosofia propositiva, avanguardistica e dal respiro internazionale di Fàbregas, allenatore spagnolo che la stampa elegge a nuovo genio del calcio un giorno si e l’altro pure, e dall’altra quella mentalità tutta italiana, che ha sempre badato a non prendere gol.Come sempre in ogni confronto si tende a trincerarsi dietro alle proprie posizioni, il calcio non fa eccezione a questa regola.Infatti in questo momento c’è in atto una grossa polarizzazione nel dibattito calcistico. il tema che appassiona gli amanti del calcio giocato è quello che vede contrapporsi appunto alle due scuole di pensiero: giochisti e difensivisti.Le idee di Fàbregas sono sicuramente interessanti, il tecnico catalano è un allenatore molto promettente. Fin’ora ha dimostrato di presentare una delle migliori proposte di gioco di questa serie A. Sia ben chiaro, il Como ha speso nelle ultime campagne acquisiti quasi duecento milioni di euro. Per una realtà piccola come la sua si tratta di una cifra sproporzionata, con la quale la società comasca ha assicurato a Fàbregas alcuni dei migliori giovani profili calcistici in circolazione. A questo bisogna aggiungere il fattore ambientale, la città di Como è una realtà tranquilla dove c’è poca pressione e si può lavorare con una certa serenità, il che ti permette di sperimentare e di concederti anche la possibilità di sbagliare.Dall’altra parte c’è Antonio Conte, che come abbiamo imparato anche a Napoli a nostre spese, logora chi non c’è l’ha. C’è poco da fare, Conte lo ami solo se è dalla tua parte, in caso contrario lo odi perché il mister leccese non è uno di quegli allenatori che brilla per simpatia, a Conte non importa piacere, per lui l’unica cosa importante è vincere.Come sappiamo Conte non è sicuramente un grande giochista, la sua idea di gioco è diretta emanazione di ciò che era in campo da calciatore, tutto tigna e cattiveria.Le squadre di Conte riflettono a pieno il suo carattere e la sua tempra, brave ad abbassarsi per poi ripartire in contropiede. Un’idea, che non assicura un calcio spettacolare, ma un’idea pragmatica e comunque vincente grazie alla quale, il Napoli ha festeggiato lo scorso anno il quarto scudetto e Antonio Conte ha vinto cinque campionati su sette campionati disputati in Italia. Meglio tenerle a mente queste cose.Ad inizio partita il Como si è riversato nella metà campo azzurra, restandoci per tutto il primo tempo, tante occasioni per i comaschi che però sono stati poco precisi sotto porta.Il Napoli aspetta basso per ripartire, ma quelle poche volte in cui recupera palla, non riesce mai a tenerla con Hojlund o a pungere con Alisson, entrambi poco supportati dai centrocampisti.Nel primo tempo Rrahmani salva sulla linea un tiro scaturito da una mischia nell’area piccola tra Milinkovic e Douvikas, con quest’ultimo che vede negarsi la gioia del gol proprio dal centrale albanese.Dopo un’ora di gioco un impalpabile De Bruyne lascia il posto in campo ad un altrettanto impalpabile Anguissa.Il Napoli avrebbe anche l’occasione di passare immeritatamente in vantaggio, con Mc Tominay al 78′ che calcia in maniera sbilenca da buona posizione, colpendo l’esterno della rete alla destra di Butez, purtroppo anche lo scozzese è apparso poco incisivo in mezzo al campo ed anche in fase offensiva, pure lui avvolto dal grigiore apatico che sta accompagnando le ultime prestazioni degli azzurri.Dopo quest’occasione Conte sostituisce Rrahmani con Spinazzola, ridisegnsando una difesa a quattro ed alzando il baricentro.Il Napoli così ha dato la sensazione di riuscire a coprire meglio il campo.Va detto ad onor del vero che il Napoli questa partita poteva perderla, anche meritatamente, ma allo stesso modo l’avrebbe potuta portare a casa con un pizzico di fortuna in più, quando il tiro di Politano ha colpito in pieno il palo all’84’.Il Napoli campione d’Italia pareggia a Como, e mette un ulteriore sigillo sulla qualificazione Champions.Il campionato è finito, ci scuciamo questo scudetto dal petto mentre all’orizzonte si staglia l’ennesimo scandolo calcistico tutto italiano. Noi restiamo comodi ad aspettare le notizie che arriveranno dalla Procura di Milano.Il sole degli ultimi giorni mi fa tornare con la mente ad un anno fa, quando negli occhi la marea azzurra mi invase e pervase in un giorno di primavera. Duecentomila Napoletani festanti scesero in strada per abbracciare la squadra di Conte.Ho ancora nei polmoni l’odore del mare e dei fumogeni, la mia città immersa nell’azzurro tra cielo, mare e maglie del Napoli. Ora è il momento di portare a termine questo campionato onorando la maglia e la gente di Napoli come questi ragazzi hanno sempre fatto.Torneremo ancora ad abbracciarci, ci rivedremo prima al Maradona poi sul Lungomare.









