NAPOLI – Da diversi giorni, ogni mattina alle 10, Salvatore Bellotti torna in Piazza Municipio e si incatena a un albero davanti a Palazzo San Giacomo. Un gesto simbolico ma forte, scelto dall’imprenditore del settore dei locali notturni per contestare l’ordinanza comunale che impone la chiusura anticipata delle attività della movida.
Bellotti sostiene che il provvedimento non affronti le reali criticità della città, ma finisca per colpire esclusivamente gli esercenti. Secondo la sua ricostruzione, il problema del cosiddetto “rumore antropico” non sarebbe riconducibile ai locali, bensì alla presenza di persone che continuano a sostare e consumare nelle strade anche dopo la chiusura delle attività.
L’imprenditore afferma che, prima dell’adozione dell’ordinanza, la categoria avrebbe chiesto più volte un confronto con l’amministrazione comunale e con i residenti, senza però ottenere un tavolo di dialogo. Una chiusura che, a suo dire, avrebbe alimentato il clima di tensione tra commercianti e istituzioni.
Bellotti evidenzia anche le conseguenze economiche che il provvedimento potrebbe avere sul comparto. A suo avviso, anticipare l’orario di chiusura rischia di mettere in seria difficoltà numerose imprese e migliaia di lavoratori, senza risolvere i problemi legati alla sicurezza e al decoro urbano.Secondo il manifestante, la vera emergenza riguarda il controllo del territorio. La protesta punta infatti il dito contro quella che definisce l’incapacità del Comune di garantire un presidio efficace nelle ore notturne, sostenendo che la chiusura anticipata dei locali rappresenti una soluzione semplice che scarica sulle attività economiche responsabilità che appartengono alla gestione della sicurezza cittadina.Nelle scorse ore Bellotti ha inoltre preso parte, insieme a una delegazione di esercenti e ai loro legali, a un incontro con rappresentanti dell’amministrazione comunale. Al termine del confronto, ha espresso forte delusione, dichiarando di non aver riscontrato alcuna reale apertura verso le richieste della categoria. Tra gli elementi contestati vi sarebbe anche l’ipotesi che gli esercenti possano contribuire economicamente ai maggiori costi dei controlli della polizia locale.Per questo motivo la protesta prosegue. Bellotti ha annunciato l’intenzione di continuare a incatenarsi ogni mattina davanti al Comune fino a quando non otterrà un confronto diretto con il sindaco e con il Consiglio comunale, ribadendo la richiesta di riaprire il dialogo sull’ordinanza e sulle ricadute che, a suo giudizio, il provvedimento sta producendo sul tessuto economico cittadino.















